Quarantena e paradossi: "Noi positivi, nostra figlia negativa: ma deve restare in casa rischiando di contagiarsi"

La storia di una famiglia aretina che da inizio ottobre è in isolamento: "Abbiamo chiesto chiarimenti, ma nessuno ci ha mai risposto. Adesso non sappiamo cosa dobbiamo fare mentre nostra figlia aspetta ancora il secondo tamopone"

Mamma e babbo positivi al Coronavirus. La loro bimba, di 5 anni e mezzo, negativa. Una quarantena iniziata nei primi giorni di ottobre, prima ancora della conferma della positività, e dalla quale non sanno quando usciranno. Con un paradosso: "L'impossibilità di trovare una soluzione alternativa per la bambina che pur essendo negativa deve restare in casa e con noi - racconta la mamma - rischiando il contagio".  E' anche questa una delle "storie di quarantena" che gli aretini stanno vivendo. Sono centinaia e centinaia ormai in tutta la provincia le persone in isolamento per la positività al virus o per essere semplicemente contatti stretti di persone contagiate. 

La storia di questa famiglia che vive nel comune di Arezzo inizia il 9 ottobre. "Io e mio marito - racconta Anna (nome di fantasia) - alcuni giorni prima avevamo sintomi da Covid. Abbiamo deciso di restare a casa e atteso il tampone. Lo abbiamo fatto ed è risultato positivo. Anche la nostra bimba lo ha fatto: era debolmente positiva". Vista l'incertezza del tampone della piccola, la Asl ha ricontattato la famiglia per eseguire solo su di lei un secondo accertamento. "Che in questo caso è risultato negativo". Da allora però la famiglia è rimasta chiusa in casa, sotto lo stesso tetto, senza riuscire a ricontattare gli uffici. 

"Doveva essere eseguito per prassi un terzo tampone sulla bambina, per confermare la negatività.  A quel punto avremmo voluto tutelarla, perché rimanendo con noi si poteva contagiare. Ma dal 12 ottobre non è stato fatto nulla, perciò adesso la bambina potrebbe essere positiva e potrebbe dover intraprendere un percorso diverso". 

La giovane mamma, che lavora nella sanità, ha tentato di contattare tutti i numeri telefonici preposti. "Non ho avuto risposte - dice -, ho inviato anche almeno 5 e-mail. La cosa paradossale è che dopo ogni mail mi ha richiamato un medico diverso, al quale ho spiegato nuovamente tutta la situazione. Ma nessun provvedimento è stato preso. Quindi adesso aspettiamo di sapere quando dovremo rifare i prossimi tamponi. E se noi ci fossimo negativizzati ma la bambina fosse stata contagiata, dovremo ricominciare l'isolamento da capo". 

Una storia infinita. Con tante domande, ma nessuna risposta.

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