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Pr da 20 anni, Luca: "Non dimenticate i lavoratori delle discoteche, saremo gli ultimi a ripartire"

L'appello parte dalla consapevolezza che i locali da ballo e notturni saranno gli ultimi a ripartire dopo il lockdown, la speranza dei gestori e dei collaboratori è che qualcosa di possa fare nei locali estivi all'aperto

“L’unica cosa che cambia è l’orario di lavoro, ma le aziende del mondo della notte, delle discoteche e dei locali di intrattenimento hanno pari dignità e non devono essere dimenticate, così come tutti i loro lavoratori.”

luca-duranti-2Questo l’appello che parte da Luca Duranti, ormai il più longevo pr di Arezzo e non solo. Trentotto anni di cui più di venti passati a fare, prima come passatempo, poi come secondo lavoro le pubbliche relazioni per tante discoteche di Arezzo e della riviera romagnola. Liste di ingresso, tavoli, biglietti omaggio e sconti, promozione degli ospiti, insomma un lavoro fatto di rapporti umani, di riconoscibilità, di attendibilità, che nel tempo, ne hanno fatto una vera professione.

E per Luca, anche se è un secondo lavoro, questa rappresenta una passione che lo ha portato a collaborare con discoteche come Le Mirage alla fine degli anni ’90, il Dolce Verde, Villa Papete e il Pineta di Milano Marittima, due locali cult della riviera romagnola per gli amanti del mondo della notte. Adesso collabora con il Principe.le-mirage

“In Italia, nei  locali da ballo, lavorano intorno alle 90mila persone - spiega Duranti - e gli imprenditori che hanno creduto e continuano a credere in questo lavoro, in 6 ore circa di apertura si giocano la programmazione e gli investimenti di tutta la settimana, basta poco per rimetterci soldi, serve invece molta serietà per far produrre bene questo tipo di azienda.”

“Non posso sentire dire, come succede spesso in questo periodo di lockdown, che alla fine, di andare a ballare, se ne può fare a meno, non è così, perché i lavoratori di queste strutture cosa faranno? Devono essere considerati, alla pari di quelli delle aziende orafe. Anche perché saranno gli ultimi in assoluto a tornare al lavoro, non a caso sentiamo dire dagli esperti che i locali potranno riaprire intorno a marzo del prossimo anno. Capite bene che i danni saranno incalcolabili, molti gestori non potranno pagare gli affitti degli immobili, chiuderanno e poi? Saranno in grado di riaprire? E nel frattempo i dipendenti che faranno?

luca-duranti-belenGià perché nel mondo della notte ci lavorano una moltitudine di figure: “Si va dai barman ai pr, poi ci sono i dj, i camerieri, gli addetti dei ristoranti interni, quelli dalle pulizie, i buttafuori, quelli della sicurezza, chi rifornisce le bevande, le aziende di marketing e pubblicità.” Una lunga catena di persone che vivono le conseguenze di questo isolamento sociale che per i locali da ballo durerà molto più che per i lavoratori di altre aziende.

"E' proprio il caso di rispolverare l’hastag che ho usato fino a che abbiamo organizzato l’ultima serata al Principe questo inverno,  #ildivertimentoèunacosaseria, io così l’ho sempre interpretato e infatti ci rendiamo conto che riaprire prima con misure intermedie non sarà possibile, perché andare in discoteca significa divertimento in maniera spensierata. Io cliente sarei il primo a non andare se devo farlo con la preoccupazione di non contrarre il virus, e allora vorrà dire che quando riapriremo noi sarà tutto finito, mentre adesso i gestori sono molto preoccupati. La speranza è di poter fare qualcosa nell’estivo, locali come lo Sugar Reef o il Dolce Verde ad esempio, potrebbero essere usati, essendo all’aperto, con qualche probabilità in più, ovviamente applicando tutte le misure di prevenzione possibili, perché #ildivertimentoèunacosaseria”.

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