Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

Aretini indisciplinati "scappano" di casa: ieri 59 denunce. Sindaco fa irruzione nel campo sportivo e allontana i ragazzi

Tante denunce e tanto impegno da parte dei sindaci per far rispettare il decreto emanato lo scorso 11 marzo per combattere il Coronaviru. Le uscite devono essere limitate solo a casi di necessità

L'appello a restare in casa è ancora troppo disatteso. Nella lotta al Coronavirus il comportamento individuale è fondamentale, eppure sono ancora troppi gli aretini che si fanno trovare in giro senza una giustificazione plausibile. 

Solo ieri la Polizia Municipale, come ha spiegato il sindaco Alessandro Ghinelli in conferenza stampa, ha denunciato 25 persone. Un altro sindaco, Simona Neri di Laterina Pergine, visto l'eccessivo movimento per le strade delle sue cittadine, ha chiamato le forze di Polizia

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Stando ai dati della Prefettura, pubblicati stamani dal Corriere di Arezzo, nella giornata di ieri le persone denunciate in tutto il territorio provinciale sono state 59. Dall'entrata in vigore del decreto del presidente del Consiglio, sono state fatte ben 135 denunce, per un totale di oltre 700 controlli effettuati.

Di fronte a questa situazione i sindaci rilanciano: appelli a restare in casa arrivano da Bibbiena, dove ieri è stato accertato il primo contagio, da Poppi, da Laterina Pergine, da San Giovanni Valdarno (dove i contagiati sono 6). Ogni sindaco, a modo suo, si è raccomandato e ha caldeggiato il rispetto delle regole. In alcuni casi, i primi cittadini sono "entrati in azione" per disperdere assembramenti di persone, come ha fatto ieri il primo cittadino di Castel San Niccolò, Antonio Fani che ha raccontato pubblicamente di aver dovuto rimproverare e allontanare da un campo sportivo alcuni ragazzi:

Oggi ho dovuto, in quanto Sindaco, rimproverare alcuni ragazzi che stavano insieme al campo sportivo comunale...
- non mi ha fatto piacere farlo,
- non mi ha fatto piacere allontanarli,
- non mi ha fatto piacere alzare la voce perché qualcuno non capisce ancora la gravità della situazione,
- non mi ha fatto piacere dover constatare che la mia generazione di genitori ed educatori non è riuscita a trasferire ai ragazzi il rispetto delle regole, regole che talvolta possono essere anche pesanti come queste attuali che limitano la nostra libertà personale,
- non mi ha fatto piacere ferire i loro sentimenti ed imporre un mio comando
- non mi ha fatto piacere prendere il posto di carabinieri o polizia municipale che non ce la fanno a tenere sotto controllo un territorio così vasto in un momento tanto complicato

Tuttavia anche oggi ho dovuto compiere un mio dovere, ancora una volta non piacevole, come conseguenza di una mia responsabilità che, spesso mi pesa, ma alla quale non posso derogare per il bene della collettività.

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