Coronavirus, Ghinelli a Firenze: "Proporrò la chiusura delle scuole"

Questa mattina la giunta comunale ha affrontato il tema del Coronavirus e ha preso alcune decisioni dando seguito alla scelta di distribuire dispenser per l'igiene delle mani nelle scuole aretine. Oggi a Firenze la riunione dei sindaci

Il Comune di Arezzo proporrà la chiusura delle scuole per contrastare la diffusione del Coronavirus. Lo ha annunciato il sindaco Alessandro Ghinelli che oggi pomeriggio parteciperà a Firenze all'incontro convocato dal prefetto con tutti i sindaci dei comuni capoluogo. Questa mattina la giunta ha portato in approvazione l'uso dei dispenser allargando il raggio di azione non solo alle scuole, ma anche agli uffici pubblici e ai centri di aggregazione sociale.

“Il Comune di Arezzo già prima dell’emergenza dello scorso fine settimana, si era attivato con azioni di prevenzione dando l’avvio all’acquisto di dispenser igienizzanti in tutte le scuole della città, in tutte le palestre, nei centri di aggregazione sociale e in tutti gli uffici comunali. Queste iniziative fanno parte delle scelte autonome che ogni amministrazione può fare e hanno un’efficacia di per sé, e la città di Arezzo ha inteso seguire la linea della massima prudenza mettendo la sicurezza preventiva al centro delle azioni. Oggi, alla luce di ciò che è avvenuto in queste ultime 48 ore, ritengo sia necessario porre in campo strategie di prevenzione più rigide quali la chiusura delle scuole e la sospensione di quelle attività, in spazi chiusi e aperti, che comportino la presenza di un numero consistente di persone. Questa è la proposta che farò questo pomeriggio in occasione dell’incontro convocato dal prefetto di Firenze con tutti i sindaci dei comuni capoluogo della regione, proposta che porterò anche in qualità di responsabile nazionale di protezione civile di Anci."

Una decisione da prendere in maniera collettiva

Quello che però è assolutamente necessario è che le iniziative più drastiche siano concordate e non siano lasciate alla scelta singola di ogni sindaco. Questo, non per una mancanza di volontà decisionale, ma proprio per la inefficacia che l’assenza di coordinamento porterebbe con sé. Chiudere infatti le scuole e sospendere le iniziative in un comune è del tutto inutile se a pochi chilometri non vengono prese le stesse decisioni. E’ per questo che chiederò di attivare un coordinamento che fin da subito consenta decisioni armoniche in tutta la regione e su piano nazionale sostenendo la mia tesi, e cioè quella di procedere alla sospensione di tutte le attività e anche alla chiusura delle scuole almeno fino alla fine del mese così da poter avere più chiaro il quadro generale. Sono consapevole che si tratta di una scelta molto difficile e con conseguenze pesanti per famiglie ed imprese ma sono altrettanto convinto che le azioni legate alla tutela della salute pubblica e quindi alla massima sicurezza dei cittadini prevalgano decisamente rispetto a ogni altro tipo di valutazione. Ciò che è certo ma non da ora è che il Comune di Arezzo è fortemente impegnato ed allertato, in stretta e quotidiana collaborazione sia con le istituzioni di tipo sanitario che con le articolazioni dello Stato a partire dalla prefettura. Accanto all’invito a tutti i cittadini di Arezzo a tenere comportamenti responsabili mi sento anche di dire che vanno evitati atteggiamenti che inneschino panico collettivo. Rassicuro che la città è pronta ad affrontare l’emergenza”. ​

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