Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Coronavirus, la bufala aretina realizzata con una app per cellulare. Episodio identico a Cecina

Se ad Arezzo il protagonista della vicenda era un fantomatico 45enne originario della città, a Cecina è stato puntato il dito direttamente sulla comunità cinese: si è infatti parlato di una 34enne orientale rientrata da 6 giorni dalla regione del Wuhan

Arezzo e gli aretini ieri erano in  buona compagnia. La fake news sul primo caso di Coronavirus, infatti, non ha interessato solo la città, ma anche un altro comune toscano: Cecina. Ad accomunare i due casi è il modus operandi con il quale ignoti hanno tentato di diffondere la falsa notizia: ovvero la ricostruzione fittizia di una pagina del Televideo. Se ad Arezzo il protagonista della vicenda era un fantomatico 45enne autoctono, a Cecina è stato puntato il dito direttamente sulla comunità cinese: si è infatti parlato di una 34enne orientale rientrata da 6 giorni dalla regione del Wuhan. Come fatto dalla Asl Toscana Sud Est, anche la Usl Toscana Nord ha subito smentito la notizia. 

La bufala del Coronavirus ad Arezzo

Ma come hanno fatto a realizzare tale messaggio? Il sito Bufale.net ha smascherato una app in grado di realizzate schermate con la stessa impostazione grafica di Televideo che si può scaricare direttamente da Google Play. Una app nata per fare scherzi, ma che si è trasformata in un'arma per seminare paura.  E sembra essere proprio quella ad essere stata utilizzata ieri.

Resta il dubbio che dietro a tali bufale possa esserci la stessa mano, mentre restano misteriosi i motivi del perché diffondere simili notizie provocando un vero e proprio allarme sociale. 

L'altra fake news: "Evitate i negozi cinesi"

Il commento dell'esperto

Intanto la Regione Toscana non abbassa la guardia. Nei giorni scorsi sono state adottate tutte le misure necessarie a prevenire l'eventuale diffusione del virus. 

"Ad oggi - ha spiegato in una nota il dottor Danilo Tacconi, direttore delle Malattie infettive - la mortalità stimata sui numeri forniti risulta di circa il 2%, che probabilmente è più bassa in quanto è possibile una sottostima delle persone contagiate in Cina.
Ad oggi risulta una letalità molto più bassa rispetto ad altre due sindromi infettive sempre da Coronavirus come la Sars o la Mers che rispettivamente hanno avuto il 10 e il 30% circa.
In Italia sono stati diagnosticati ad oggi due casi isolati, quindi  non si può parlare di epidemia e oltre tutto sempre ad oggi non si registrano casi secondari, cioè di trasmissione diretta avvenuta nel nostro paese"

Sintomi

"Tosse, mal di gola, raffreddore e febbre, con intensità variabili come avviene anche nelle forme influenzali". Sono questi i sintomi del Coronavirus, spiega il medico. 
Talvolta si complica, come fanno anche analoghi Coronavirus o la stessa influenza con la polmonite e la progressiva insufficienza respiratoria.

Trasmissione

La trasmissione, ricorda Tacconi, avviene attraverso le goccioline respiratorie emesse con tosse e starnuti a non più di 1-1,5 metri di distanza dalla persona ammalata, proprio perché il rischio reale di trasmissione si verifica con persone sintomatiche.

I due turisti

Nel caso specifico dei due turisti ricoverati allo Spallanzani appena hanno avuto i sintomi sono state seguite tutte le procedure.
E’ improbabile che possano aver contagiato altre persone nelle varie città visitate perché il virus si trasmette solo con un contatto molto ravvicinato (“contatto stretto”), con il quale si intende secondo le indicazioni ministeriali.

Rimane fondamentale, per la riduzione del rischio di trasmissione, l’attuazione scrupolosa di due gesti importanti: coprirsi la bocca quando si tossisce o starnutisce e l’igiene delle mani (quest’ultima fondamentale anche per la prevenzione di altre importanti infezioni)

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