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Coronavirus, Arezzo più vicina alla zona rossa. Tanti: "Solo sette giorni per evitarla"

I dati delle ultime settimane non sono confortanti. Oggi la conferenza dei sindaci per valutare nuove misure di contenimento

La zona rossa nell'Aretino potrebbe essere  più di un'ipotesi. I dati di ieri, su un numero di tamponi esiguo rispetto alla media, non sembrano rassicurare. E con ansia sono attesi quelli di oggi e dei prossimi giorni: secondo la vice sindaco Lucia Tanti Arezzo ha un margine di sette, massimo 10 giorni, per scongiurare la zona rossa.

"Stamani alle ore 10 - ha annunciato su Facebook la vice sindaco Lucia Tanti - è convocata la conferenza dei sindaci di Asl Toscana Sud Est per affrontare il tema legato alla emergenza sanitaria in corso e alle necessarie azioni di contenimento della pandemia che sta registrando nuovi importanti incrementi.

In giornata aspettiamo il decreto del Governo, al centro il tema della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse o in quelle ad alto tasso di diffusione del virus, come al momento purtroppo, la nostra.

Arezzo ha sette/dieci giorni per evitare di cadere in zona rossa: è necessario mettere in campo, come abbiamo già fatto, tutte le azioni di contenimento. Rapidamente"

Ma quella di Arezzo non è l'unica provincia della Toscana a rischio: dopo Pistoia e Siena, anche Empoli è monitorata con attenzione.

La nota del vicesindaco Lucia Tanti

“Dopo avere preso atto della solita ridda di polemiche e critiche di mero contenuto politico, giusto per tenere un atteggiamento pregiudiziale contro questa amministrazione, mi piacerebbe sviluppare un ragionamento su due temi importanti partendo dai dati oggettivi e dai provvedimenti regionali: i test sierologici e la chiusura, non delle scuole giusto per precisare, ma dell’attività didattica in presenza.

Partiamo dal primo punto: con la delibera numero 61 del primo febbraio scorso la Regione Toscana ha deliberato le linee di indirizzo per massimizzare le azioni di prevenzione con l’utilizzo, guarda caso, dei test rapidi e sierologici, affidati anche a soggetti privati come le farmacie. La definirei una bella notizia, nonché un provvedimento sollecitato dal sindaco Alessandro Ghinelli già dal mese di novembre. Per noi la prevenzione è strategica e siamo veramente soddisfatti di questa delibera che conferma la bontà di attivare, accanto al rapido, anche il test sierologico, quello da noi incentivato fin dall’autunno scorso. Restando sempre sintonizzati sulla linea dell’operatività, metteremo adesso a disposizione il suolo pubblico per installare le strutture adatte ai test nonché l’utilizzo gratuito dell’allaccio alla rete comunale per quanto concerne il consumo di elettricità.

Capitolo scuole: con la presa di posizione del presidente della Regione Veneto, che segue quelle di Emilia Romagna, Campania e Calabria, abbiamo un quadro completo, politicamente e geograficamente, delle regioni italiane che, basandosi su dati oggettivi, indispensabili per un’analisi trasversale, sostengono la necessità di prendere provvedimenti che coinvolgano le scuole per fermare la diffusione del virus. Se si adotta un’ordinanza come quella del sindaco Ghinelli del 27 febbraio, quindi, non lo si fa a cuor leggero. Anzi. La si prende solo perché ci sono indicazioni scientifiche e sanitarie che impongono di mettere in sicurezza i ragazzi e le loro famiglie. Ricordo che dal 21 al 28 febbraio Arezzo ha avuto 367 nuovi contagi e il comitato tecnico-scientifico indica in 250 il tetto oltre il quale valutare con urgenza l’interruzione della didattica in presenza. Avevamo dunque superato di gran lunga la soglia. Sono giorni decisivi per evitare di diventare zona rossa anche qualora la Toscana resti arancione: da qui le scelte rapide e robuste per evitarlo”.

I dati in crescita

La scorsa settimana i casi sono aumentati a ritmo incalzante: dal 25 febbraio si sono superati ogni giorno i cento contagi quotidiani. Il picco si è avuto domenica scorsa, con 154 nuovi contagi di cui 75 nel comune di Arezzo. Ieri un calo, 64 casi, ma con un numero esiguo di tamponi (591).

Di pari passo la crescita dei ricoveri: ieri i malati erano 80 nella degenza Covid (il lunedì precedente erano 67)  e 11 nella terapia intensiva (9 la settimana precedente). 

Le prospettive non sono positive. Il trend regionale non sembra rallentare: oggi in Toscana, come ha anticipato il Governatore Eugenio Giani, ci sono di nuovo oltre mille contagi: più precisamente 1.058 su 23.324 test di cui 13.182 tamponi molecolari e 10.142 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 4,54% (9,1% sulle prime diagnosi).

Casi scolastici

A preoccupare in questa fase sono i casi tra i più giovani. Da inizio anno al 21 febbraio tra i bambini e ragazzi in età scolare si sono verificati 341 casi. Tra questi anche alcuni casi di varianti. Così prima Sansepolcro, poi Marciano, Lucignano e adesso Arezzo hanno deciso di chiudere le scuole. Anche ieri c'erano 14 ragazzi di questa età tra i positivi. Andando a ritroso,  nei giorni precedenti i bollettini hanno segnalato nell'ordine 23, 18, 22, 33, 16, 13, 14, 18 casi. In otto giorni quindi 171 positivi tra la popolazione minorenne.

Terapie intensive

Poi ci sono i ricoveri, che tornano a salire. Il dato è preoccupante in tutta la Toscana: come riporta il Sole 24 Ore, la soglia del 30 per cento dei posti occupati è stata superata. I ricoverati sono 172 su 559 posti a disposizione: ovvero il 30,77 per cento dei letti. Sono quattro in più rispetto alla soglia oltre la quale scattano le misure di emergenza. 

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