Coronavirus all'Istituto di Agazzi, sindacati sul piede di guerra: "Operatori all'oscuro e mascherine inadeguate"

Stando a quanto ricostruito dalle rappresentanze sindacali, nei giorni scorsi gli operatori del reparto dove si sono verificati i contagi non avrebbero ricevuto adeguati dispositivi di protezione e non sarebbe stata comunicata tempestivamente la situazione

Un fulmine a ciel sereno. La scoperta di tre casi di Coronavirus all'Istituto di Agazzi, due operatori e un ospite, nel reparto di riabilitazione, è stata per gli operatori sanitari tanto improvvisa quanto devastante. Il tam tam tra colleghi, le telefonate del servizio di Igiene pubblica della Asl ai dipendenti per avvertire della "messa in quarantena" e - stando a quanto raccontato dallo stesso personale e dai sindacati - "nessuna comunicazione da parte dell'Istituto" (salvo quella ricevuta questa mattina, venerdì 27 marzo, ma spedita ieri ndr) si sono trasformati per le circa 50 persone che lavorano in quel reparto in momenti di vera e propria ansia.

Tre contagi nell'istituto di Agazzi: un ospite e due operatori

Ma cosa è accaduto? Stando alle testimonianze raccolte dalle rappresentanze sindacali e  alle segnalazioni ricevute da Arezzo Notizie, la vicenda è emersa quando alcuni dipendenti dell'Istituto sono stati spostati a strutture della Asl per gestire l'emergenza Coronovirus. Al momento dell'entrata in servizio questi operatori sarebbero stati messi in quarantena e sarebbe stato spiegato loro che ad Agazzi erano stati accertati alcuni tamponi positivi. A quel punto si è innescato il tam tam tra colleghi e per chi stava lavorando nel reparto sono state ore di tensione. Nel frattempo il servizio di Igiene pubblica della Asl ha iniziato a contattare il personale interessato, spiegando che era necessario attivare il periodo di isolamento. 

Nell'arco di due giorni Cisl e Cgil hanno ricevuto molte segnalazioni ed entrambi i sindacati hanno scritto alla direzione dell'istituto. 

Con la presente - ha scritto ieri Giulia Da Mario di Cgil Funzione Pubblica - siamo a richiedere chiarimenti urgenti circa la gestione legata all'emergenza COVID - 19.
Ci risulta che sono stati rilevati casi di dipendenti positivi al COVID - 19, ma che il resto del personale non è stato messo a conoscenza di tale fatto da parte dell'Istituto.
Comprendiamo il voler rispettare la privacy del personale, ma allo stesso tempo chiediamo la tutela di tutto il personale presente nella struttura e degli ospiti.
Ribadiamo la necessità che i lavoratori vengano dotati di DPI idonei e una maggiore attenzione anche all'accesso della Struttura, ci risulta che né il pomeriggio né la notte ci sia nessun custode o sorvegliante che possa vigilare l'entrata o l'uscita di persone, questo naturalmente oggi costituisce ancora di più un problema nel contenere tale emergenza.
Rimaniamo in attesa di un confronto urgente.

Nei giorni precedenti la Cisl si era mobilitata perché era stata segnalata la mancanza di adeguati dispositivi di protezione nella dotazione del personale. Una prima missiva era stata inviata dal segretario provinciale Maurizio Milanesi lo scorso 15 marzo e una seconda alcuni giorni dopo, il 23 marzo. La preoccupazione era palpabile.

Riceviamo da giorni segnalazioni di operatori a cui sono stati consegnati DPI in particolare mascherine lavabili di dubbia fattezza.
Si ricorda che l’art 15 DL 17 marzo 2020 prevede la possibilità di mettere in uso mascherine prive del marchio CE. 
[...] Non vorremmo che sulla scia dell’emergenza, sul reperimento dei corretti DPI, si consegnino agli operatori strumenti che nulla hanno a che fare con le mascherine ma tendono ad essere equiparate a scampoli di stoffa che non hanno nessuna utilità.
Si chiede con forza a tutela di operatori e pazienti di consegnare mascherine che rispondano alle caratteristiche di cui sopra. Diffidiamo
formalmente l’Istituto a cessare l’uso e la distribuzione di mascherine non idonee.
Siamo disponibili a qualsiasi confronto sull’argomento.

Adesso c'è attesa per capire cosa succederà: il personale contattato dalla Asl dovrà isolarsi in quarantena. Al momento i tamponi non sarebbero stati eseguiti su tutti. Possibile che si attendano eventuali sintomi riconducibili al virus. 

Intanto oggi si svolgeranno le operazioni di sanificazione del reparto che, come comunicato dalla struttura "Madre della divina provvidenza" dei passionisti, porterà ad una temporanea chiusura del servizio.

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