Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Controlli della Finanza in 50 agriturismi e B&B: 220mila euro di redditi sottratti al Fisco

Ben 50 gli agriturismi, B&B ed altre strutture ricettive sottoposte a controllo dai finanzieri del Comando Provinciale di Arezzo nel periodo estivo (circa il 10% del totale) che hanno portato alla scoperta di numerose violazioni, sia alla legge...

Guardia di Finanza

Ben 50 gli agriturismi, B&B ed altre strutture ricettive sottoposte a controllo dai finanzieri del Comando Provinciale di Arezzo nel periodo estivo (circa il 10% del totale) che hanno portato alla scoperta di numerose violazioni, sia alla legge Regionale che di natura fiscale.

Nel corso dei controlli le Fiamme Gialle aretine hanno individuato, infatti, diverse strutture che hanno violato le disposizioni previste dalla Legge Regionale sulle attività agrituristiche (Legge n. 30 del 2003), con la contestazione, in nove casi, di violazioni per quanto concerne la corretta informazione ed esposizione dei prezzi alla clientela, nonché, in un paio di circostanze, per il mancato rispetto dei requisiti oggettivi e soggettivi (limiti dimensionali, capacità ricettiva, natura dei servizi offerti, ecc.) previste dalla specifica normativa.

Sono stati inoltre effettuati dei controlli sulla corretta emissione di scontrini e ricevute fiscali, sull'eventuale impiego di lavoratori in nero/irregolari, nonché sui pagamenti del canone Rai. Fondamentale l'attività info-investigativa condotta dai finanzieri sui siti internet specializzati,ove è stato possibile individuare l'ubicazione delle strutture, l'offerta ed i servizi, i prezzi minimi e massimi, nonché i periodi prenotati per poi procedere ad una meticolosa attività di ricostruzione ed incrocio dei dati acquisiti on-line con le banche dati in uso all'amministrazione finanziaria e con i documenti certificativi dei soggiorni emessi nei confronti degli ospiti. Diversi anche i controlli effettuati nei confronti di privati cittadini che hanno affittato gli immobili completamente "al nero" o dietro lo schermo di un finto contratto di comodato gratuito. Nel complesso, sono oltre 220.000 euro i redditi sottratti al Fisco, con la conseguente segnalazione all'Agenzia delle Entrate per omessa o infedele presentazione delle dichiarazioni e con l'obbligo ora di pagare l'imposta di registro.
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