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Ex Etruria. Controinterrogatorio fiume per il liquidatore: "A sbagliare furono i manager"

Lunga mattinata in tribunale dove Giuseppe Santoni è stato ascoltato nuovamente in merito alla vicenda del crac di Banca Etruria

Ancora una volta è il liquidatore di Banca Etruria, Giuseppe Santoni, il protagonista di questo lungo venerdì all'interno delle aule del tribunale di Arezzo. Dopo essere stato interrogato dai pm Angela Masiello e Andrea Claudiani, questa mattina sono stati gli avvocati difensori dei 25 imputati per bancarotta a rivolgergli una domanda dietro l'altra su quello e che è stato il suo incarico all'interno dell'ex istituto di credito aretino.

Due gli aspetti sui quali la difesa ha particolarmente spinto durante il controinterrogatorio svoltosi davanti al giudice Gianni Fruganti e ai colleghi Claudio Lara e Ada Grignani. Da una parte c'è l'affermazione "la banca presa come bancomat" e dell'altra la convinzione che mancata fusione con Vincenza sia stata (tra gli altri) un elemento che portò la vecchia Etruria al fallimento.

"Banca Etruria usata come bancomat dagli esponenti aziendali"

Santoni, dal canto suo, anche quest'oggi ha ribadito che a sbagliare sulla conduzione furono i vertici manageriali che avrebbero assecondato con troppa leggerezza la concessione dei prestiti, ponendo scarso controllo nel recupero crediti che invece, in una realtà “in fascia bassa e poco capitalizzata come Etruria”, sarebbe dovuto essere affidato ad una squadra formata da più delle “venti persone che trovai dedicate a questo compito all’interno della banca”.

Ma non solo.
Nell'udienza di oggi il liquidatore Santoni ha dichiarato di sentirsi pentito di aver utilizzato l'espressione "usata come bancomat". E non perché, come ha sostenuto, non sia un aspetto veritiero, "lo penso ma è un termine troppo forte".

La difesa degli imputati ha ancora una volta posto l'accento su come, il crack della Popolare aretina, non possa attribuirsi al mancato apparentamento con Vicenza che, come insegna la storia recente, non aveva basi solide su cui fondare tanto è vero che anche essa venne commissariata.

L'udienza è terminata poco dopo le 13. Il prossimo appuntamenti in tribunale è stato fissato il prossimo 11 ottobre quando saranno ascoltati gli ispettori di Bankitalia.

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