Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca San Giovanni Valdarno

Contratti falsi per la fornitura di energia elettrica e carte di credito clonate. Operazione anti truffa dei Carabinieri

I militari di San Giovanni Valdarno hanno identificato e denunciato tre persone, due uomini e una donna, nell'ambito di una vasta azione contro i reati online

Dopo le indagini concluse nei giorni scorsi, i Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno hanno inferto un nuovo colpo a quello che è ormai diventato un fenomeno sempre più caratterizzante la nostra epoca, quello delle truffe via web, o comunque mediante strumenti elettronici.

Si tratta dell’ennesima operazione antifrode dei Carabinieri valdarnesi, in un momento storico in cui, parallelamente alla crescita dei volumi di acquisto on line in tutta Italia, si sono esponenzialmente moltiplicate le truffe consumate attraverso la rete, ove spesso i cittadini in buona fede, fanno un uso imprudente dei documenti di identità o degli strumenti di pagamento elettronici quali carte di credito e prepagate.

La prima operazione è stata portata a termine dall'Arma di Montevarchi con un’accurata indagine sull’attivazione fraudolenta di alcuni contratti di energia elettrica. A tutti è capitato, prima o poi, di ricevere una telefonata da un numero sconosciuto, e di sentirsi fare dall’altro capo del telefono un’allettante proposta per cambiare fornitore. Ebbene, i dati investigativi dicono che, a volte, anche dietro queste dinamiche si celano condotte fraudolente. Si tratta anzi di un fenomeno abbastanza diffuso: i fornitori di energia elettrica demandano la ricerca dei clienti e la conclusione dei contratti ad agenti e procacciatori di affari di ogni tipo. Tra questi, purtroppo, ve ne sono alcuni senza scrupoli i quali, sempre più spesso, per “gonfiare” il proprio portafoglio clienti, una volta acquisiti i dati personali del malcapitato di turno, sottoscrivono dei contratti fraudolenti e totalmente falsi, in danno di inconsapevoli parti offese che possono essere, di volta in volta, tanto persone fisiche quanto società. I malcapitati, solitamente, si accorgono della truffa solo dopo alcuni anni, quando si vedono recapitare dal gestore bollette per forniture di energia elettrica mai richieste, a beneficio per altro di uffici o abitazioni dei quali non hanno alcuna cognizione o disponibilità.

È proprio questo il contesto in cui si sono trovati a operare, in seguito a numerosi esposti e denunce, i Carabinieri della Stazione di Montevarchi, i quali hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Arezzo due soggetti – un uomo e una donna – per truffa e sostituzione di persona. Si tratta, in entrambi i casi, di due procacciatori di affari disonesti, che hanno svolto fraudolentemente la propria professione, attivando – rispettivamente in danno di una società e di una persona fisica – contratti di fornitura di energia elettrica per inesistenti utenze disseminate in tutta la provincia di Arezzo, dal Valdarno al Casentino, dalla Val Tiberina alla Val di Chiana. Il danno complessivo è stato quantificato, per il solo periodo 2018-2019, in alcune migliaia di euro. In un caso, per il perfezionamento del contratto, l’egente infedele ha utilizzato anche una carta d’identità contraffatta, ragione per cui gli è stato contestato anche il reato di fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

In seconda battuta, ad entrare in azione sono stati i Carabinieri di Cavriglia, messi in allarme da una signora di circa 60 anni che, dalla consultazione dell’estratto conto della propria carta di credito, aveva ravvisato alcune spese – tutte effettuate online – da lei mai effettuate, per un ammontare complessivo di quasi 2.000 euro. Ticket online per cene in ristoranti lussuosi e per soggiorni in centri benessere, e acquisti di articoli di elettronica, sempre da negozi online. La donna, avendo così maturato il sospetto che qualcuno avesse carpito i dati della propria carta di credito, si è quindi rivolta ai Carabinieri della Stazione di Cavriglia. I quali, udito il resoconto, si sono resi conto di trovarsi di fronte all’ennesimo caso di uso indebito di strumenti di pagamento, così frequente in quest’epoca di acquisti online. Di primissimo acchito hanno spiegato alla malcapitata signora come bloccare la carta di credito, di modo da impedire che il reato fosse portato ad ulteriori conseguenze, tramite l’effettuazione di ulteriori acquisti. Quindi, attraverso un’accurata indagine bancaria, hanno ricostruito il flusso del denaro, riuscendo ad identificare la persona che aveva effettuato la serie di acquisti: una donna gravata da svariati pregiudizi penali, di origini campane, che proprio nelle ultime settimane era stata destinataria di un’ordinanza cautelare per reati dello stesso tenore e che pertanto si trova detenuta presso il carcere di Pozzuoli.

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