Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Contagi e decessi in Rsa, in arrivo l'esposto dei familiari della Fabbri Bicoli di Bucine. E' il secondo in provincia

L'avvocato di San Giovanni Valdarno Debora Guarnieri ha cominciato a mettere insieme le carte e a stilare l'esposto che sarà presentato nel giro di pochi giorni

Dieci pazienti deceduti, 19 ospiti tuttora positivi di cui due ricoverati in ospedale e gli altri ancora in struttura, 24 operatori contagiati e in isolamento domiciliare. Questa la situazione che si presenta alla Rsa Fabbri Bicoli di Bucine, un focolaio di coronavirus che ha colpito soprattutto il nucleo zero, quello dove risiedono coloro che hanno malattie di tipo cognitivo-comportamentale e quindi degenerativo come l'Alzheimer. La struttura è gestita dalla cooperativa Giovani Valdarno, presente nel settore dell'assistenza agli anziani da molti anni. Ma da quando è scoppiato il contagio, con numeri così importanti, il nucleo zero è passato sotto la gestione diretta della Asl Toscana sud est. La preoccupazione nei parenti degli ospiti sale e qualche giorno fa la presidente del comitato dei familiari della Rsa di Bucine, Valentina Patrocchi, ha dato mandato ad un legale di preparare un esposto per fare luce su cosa sia accaduto. Non una ricerca di colpe o una caccia alle streghe, ma una legittima richiesta di chiarezza che avrà bisogno del lavoro della procura per avere una risposta. Si tratterebbe del secondo, dopo quello già depositato dal sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai per la situazione che si è creata nella casa di riposo del suo comune.

Così l'avvocato di San Giovanni Valdarno Debora Guarnieri ha cominciato a mettere insieme le carte e a stilare l'esposto che sarà presentato nel giro di pochi giorni. Oltre al Comitato dei familiari degli ospiti anche singole famiglie di persone contagiate si sono rivolte a lei per avere chiarezza, ma si stanno aggiungendo anche i parenti di chi invece ha avuto un lutto tra i dieci decessi degli anziani della Rsa di Bucine. La situazione è delicata e in divenire. La stessa cooperativa ha diramato un comunicato stampa ufficiale dove elenca tutte le procedure messe in atto.

Le azioni della cooperativa nella Rsa di Bucine

"Le misure di prevenzione e contenimento adottate fin da prima che emergessero casi positivi all’interno della struttura, continuano a essere costantemente monitorate e potenziate in base all’evolversi della situazione e delle disposizioni delle autorità politiche e sanitarie nazionali, regionali e locali."

"Le principali azioni messe in atto nel corso delle settimane precedenti sono state le seguenti: divieto di accesso per tutti i familiari dal 6 marzo 2020; transito in struttura riservato esclusivamente ai medici, al personale e ai manutentori essenziali; aggiornamento continuo della dotazione di dispositivi di protezione individuali in base all’evolversi della situazione, secondo quanto prescritto dai protocolli sanitari; sanificazione degli ambienti, ripetuta più volte da parte di ditta specializzata esterna; predisposizione di un access point per la misurazione della temperatura e verifica delle condizioni sanitarie del personale in ingresso; riorganizzazione delle vie di accesso e uscita dai reparti e dei percorsi sporco/pulito in modo da evitare sovrapposizioni dei percorsi e contatti tra operatori in servizio presso reparti diversi; riorganizzazione delle modalità di raccolta dei rifiuti e di pulizia degli ambienti in ottemperanza alle normative e ai protocolli sanitari; utilizzo di promemoria visivi (poster, cartelli, procedure schematizzate) per promuovere informazioni e consolidare le buone pratiche tra il personale; formazione specifica del personale addetto alla struttura (infermieri, operatori socio-sanitari e assistenti, addetti ai servizi di pulizia e cucina, addetti all’access point) con particolare attenzione ai seguenti temi: caratteristiche del virus e sue modalità di trasmissione, epidemiologia, presentazione clinica, diagnosi, trattamento, procedure da seguire in presenza di un caso sospetto o probabile/confermato, gestione rifiuti. diffusione dei protocolli messi a punto dalle autorità sanitarie presso ogni operatore sotto forma di video accessibile tramite smartphone o, per chi non ne fosse, provvisto, di tablet fornito dalla struttura."

Il punto da parte della cooperativa

"Il nucleo cognitivo-comportamentale (“nucleo zero”), il più colpito dai casi di contagio da Covid, continua ad essere gestito dall’Azienda Usl Toscana Sud-Est. Ad oggi sono decedute dieci persone positive al Covid, tutti ospiti della struttura. All’interno della struttura sono presenti 17 persone positive al Covid; due persone positive al virus si trovano invece in ospedale. Tra gli operatori sono state contagiate 24 persone, tutte in isolamento presso il proprio domicilio. In conseguenza alle rilevazione di casi positivi, oltre alle misure sopra descritte, abbiamo provveduto ad eseguire le seguenti azioni di contenimento: Isolamento funzionale degli ospiti positivi o sospetti in base al protocollo regionale; implementazione, in base ai protocolli sanitari, della dotazione di dispositivi di potezione che comprende mascherine, guanti monouso, tuta integrale, camici, visiere o occhiali, sovrascarpe, prodotti specifici per l’igiene delle mani; costituzione di una task force dedicata all’aggiornamento continuo della formazione degli operatori rispetto all’evoluzione delle procedure e degli strumenti di comunicazione e informazione usati all’interno della struttura (segnaletica, cartellonistica, ecc.). Abbiamo inoltre provveduto alla sostituzione degli operatori malati o che hanno lasciato l’incarico in seguito all’assunzione da parte del sistema sanitario. Abbiamo, infine, predisposto un servizio telefonico di supporto psicologico per operatori malati e familiari degli ospiti."

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