Consulenze ed incarichi Coingas, spunta mister X che incalza l'assessore: "Devi convincerli"

Le intercettazioni telefoniche contenute nel decreto di perquisizione riportano anche le frasi di una persona, definita soggetto identificato esponente comunale, che avrebbe sprontato Alberto Merelli

E' l'uomo X, quello di cui ancora non è stata resa nota l'identità.
Le intercettazioni riportate all'interno del decreto di perquisizione consegnato ai cinque indagati per lo scandalo delle consulenze Coingas, riportano le sue parole ma non il suo nome. 
Il pm Claudiani lo definisce "soggetto identificato, esponente comunale". Un politico. Forse, ma chi?

Sarebbe proprio lui che, in una telefonata del 4 giugno scorso, avrebbe esercitato delle pressioni sull'assessore Alberto Merelli affinché a sua volta le facesse sul collegio dei revisori per "ottenere una valutazione compiacente" riguardo alle consulenze oggetto d'indagine.

Mister X in tale telefonata avrebbe detto: "gli asini che volano devono essere visti come tali da tutti... non solo da chi scrive..." e poi "fate questo incontro rapidamente perché devi essere molto chiaro e diretto... se questa persona non indente fare questa cosa ... e dal momento che ce lo abbiamo messo noi... ci si mette un altro ... ma non è accettabile che uno messo lì da noi ... non ci stia a sentire".

La persona che avrebbe dovuto sollecitare Alberto Merelli sarebbe il presidente del collegio dei revisori Giovanni Minetti di cui anche il decreto fa menzione.

Ed è sempre in merito alla necessità di convincere il collegio sindacale, che la magistratura cita un'altra intercettazione tra Marco Cocci e una donna (anche di quest'ultima non viene rivelato il nome) dove lei riferisce al commercialista le frasi pronunciate dall'avvocato riguardo alla relazione liberatoria stilata per conto di Coingas "gli ha detto io scrivo che gli asini volano" e  "in trent'anni di carriera un'ho mai visto cifre del genere" e da ultimoil commento a queste frasi della donna stessa "perché... Marco ... la realtà è questa".

Altro paragrafo, altra telefonata intercettata. Questa volta Mara Cacioli, ex dipendente Estra e attualmente indagata, si sarebbe espressa sostenendo: "quell'altro non ha preso mica 208.000 euro, Coingas è una società che non fa una sega, 280 mila euro a questo signore per far che... cioè lui... quello che noi gli si è chiesto alla fine, non è solo per tutelare quell'altro ma per tutelare anche lui perché lui ha preso degli incarichi senza le offerte, senza il preventivo, senza niente, ha superato il tetto previsto dall'Anac dunque te sei inadempiente e non giustifichi questa cosa". 

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Se vi siano state o meno delle forzature adesso è la magistratura che dovrà trovare risposte efficaci per fare luce sull'intera vicenda.

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