Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Condannato a morte per l'omicidio Butti, oggi l'incontro in Senato

La conferenza stampa è in programma per questa mattina, alle ore 12, nella sala Nassirya del Senato. A tenerla sarà l'onorevole Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani. L'argomento: la drammatica situazione di...

La conferenza stampa è in programma per questa mattina, alle ore 12, nella sala Nassirya del Senato. A tenerla sarà l'onorevole Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani. L'argomento: la drammatica situazione di Denis Cavatassi, imprenditore di Tortoreto (Teramo) arrestato nel marzo del 2011 con l'accusa di essere il mandante dell'omicidio a Phuket dell'imprenditore di Montevarchi Luciano Butti, suo socio in affari. Un delitto per il quale è stato condannato in ben due gradi di giudizio alla pena di morte.

L'incontro con la stampa arriva in seguito ad una lunga battaglia dei familiari di Cavatassi e dopo che lo stesso Manconi nelle scorse settimane ha presentato un'interrogazione ai Ministri degli Esteri e della Giustizia chiedendo di intervenire su questa situazione. Il 50enne da sempre sostiene di essere innocente e di aver subito un processo iniquo.

In alcune strazianti lettere alla famiglia, riportate ieri dal quotidiano La Repubblica, Cavatassi scrive:

"Mi rendo conto solo ora che il destino possa riservare delle esperienze che vanno oltre ogni immaginazione. Prima di vivere tutto questo non avevo mai riflettuto a fondo sul concetto di giustizia e di punizione, o su come, spesso, si possa essere troppo facilmente giustizialisti di fronte a quello che potrebbe essere anche un errore giudiziario". E subito dopo l'arresto scrisse: "Mi trovo rinchiuso in un carcere medioevale accusato di omicidio. Tutto mi potevo aspettare vita ma questo va al di là della mia immaginazione. Questo drammatico avvenimento mi ha sconvolto la vita. Se fossi fatalista direi che è destino, se fossi religioso direi che è opera di Dio per mettermi alla prova. Ho visto detenuti con evidenti problemi, malattie della pelle su tutti, abbandonati a loro stessi per mancanza di personale medico e medicine all'interno della struttura carceraria. Ho ancora davanti agli occhi e nelle narici le condizioni igieniche assolutamente indegne di questo luogo. Una vergogna almeno ai nostri occhi occidentali. Siamo in 200 in una cella che può contenerne meno della metà, se di notte mi giro su un lato non trovo più lo spazio per rimettermi supino".

Il delitto

Luciano Butti morì il 15 marzo del 2011. Aveva 60 anni e da 20 viveva in Thailandia. Aveva un ristorante "Ciao Bella" e con Cavatassi condivideva vari affari. Fu ritrovato senza vita poco distante dalla cascata di Bang Pae, dove era arrivato con un motorino preso a noleggio. Freddato con quattro colpi di arma da fuoco che lo avevano raggiunto al torace, all'addome e alla clavicola destra. Inizialmente gli inquirenti pensarono a una rapina finita nel sangue, ma nei pantaloni della vittima furono trovati 520 euro: quanto bastava per escludere quella pista.

Il 19 marzo il suo socio Cavatassi, all'epoca 42enne, fu arrestato con l'accusa di essere il mandante di quell'efferato delitto. L'uomo urla la sua innocenza da subito dopo l'arresto e quando fu rilasciato su cauzione invece di lasciare la Thailandia ha atteso il processo. Si aspettava l'assoluzione invece è arrivata una condanna a morte. Adesso è in svolgimento il ricorso alla corte suprema. E i familiari hanno deciso di agire raccontando agli italiani cosa sta accadendo in Thailandia.

L'incontro in Senato

Oggi durante l'incontro in Senato, durante il quale sarà ripercorsa la vicenda giudiziaria di Cavatassi, saranno presenti i fratelli Romina e Adriano Cavatassi, l'avvocato Alessandra Ballerini, Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia e l'avvocato Francesca Carnicelli, membro della Onlus Prigionieri del silenzio.

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