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Commissione banche. Zonin in audizione: "Nessuna pressioneper l'acquisizione dell'Etruria. I Boschi? Mai visti né sentiti"

"Purtroppo ho perso anche io dei soldi": così l’ex presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin ha risposto, entrando a San Macuto per l’audizione presso la commissione di inchiesta sulle banche, a chi gli chiedeva delle perdite subite da...


"Purtroppo ho perso anche io dei soldi": così l’ex presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin ha risposto, entrando a San Macuto per l’audizione presso la commissione di inchiesta sulle banche, a chi gli chiedeva delle perdite subite da migliaia di risparmiatori a causa del crac della banca. Zonin, loden verde e valigetta di pelle marrone, era accompagnato dal suo avvocato e si è detto "tranquillo".


L’audizione dell’ex patron della Popolare vicentina è stata anticipata a oggi perché venerdì 15 (data in cui era stata in un primo tempo fissata) è prevista l’udienza preliminare del processo che lo vede imputato a Vicenza. L'ex presidente della Popolare di Vicenza è sotto inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.





Questo pomeriggio è stato ascoltato anche dai parlamentari nell'ambito della Commissione d'inchiesta aperta sulla crisi bancaria.



Alle 18 in punto è cominciata l'audizione di Zonin che è stato subito sollecitato a dare conto dei rapporti con Banca Etruria e Veneto Banca e, soprattutto, delle presunte pressioni arrivate dalla Banca d'Italia, nel 2013 e 2014, per l'acquisizione dei due istituti. Pressioni per altro già smentite dal capo della Vigilanza di Banca d’Italia Carmelo Barbagallo durante la sua audizione.

"Il progetto della Popolare di Vicenza - ha spiegato oggi l'ex presidente Gianni Zonin - così come confermato anche dai nostri advisor, era quello di riuscire ad acquisire Veneto Banca. In questo senso gli incontri con i vertici di questo istituto furono quasi annuali. Il pensiero del nostro cda era quello di procedere alla creazione di un grande istituto che avrebbe contatto con questa operazione circa mille sportelli ed avrebbe costituito una importante realtà territoriale. Purtroppo però questa eventualità è svanita per volontà di Banca Veneto. Svanito questo primo progetto ci siamo guardati attorno. I nostri advisor ci hanno indicato la possibilità di altre eventuali acquisizioni indicandoci Banca Etruria. Da qui è iniziato il nostro interessamento".

"Non abbiamo mai ricevuto alcuna pressione da parte di nessuno - ha continuato Zonin - da Banca d'Italia non è mai arrivata alcuna sollecitazione affinché si procedesse verso questa acquisizione. In quel momento per noi l'acquisizione della BPEL aveva dei vantaggi che essenzialmente erano quelli di una presenza molto forte sul territorio. Se avessimo acquisito l'Etruria saremmo diventati il secondo istituto della regione Toscana. Noi eravamo già presenti in Toscana attraverso Cariprato e con Etruria saremmo diventati secondo istituto in Toscana dopo Mps. Ci siamo rivolti a Mediobanca come advisor per vedere il range in cui era possibile trattare sul prezzo. Abbiamo valutato le azioni da 0,90 a 1 euro di questo istituto ed abbiamo presentato un'opa pari a 212milioni e 500mila euro. Qualche giorno più tardi abbiamo avuto risposta negativa da parte della BPEL e quindi abbiamo accantonato".

Non sono mancate neanche le domande riguardanti i rapporti con il sottosegretario Maria Elena Boschi o con il padre Pier Luigi in merito ad eventuali proposte circa l'acquisizione di Banca Etruria. In questo caso Zonin ha risposto: "Non li conosco e non li ho mai visti".

Nel corso dell'audizione Zonin ha dichiarato di non aver mai incontrato il governatore di Bankitalia, Vincenzo Visco, per parlare di Banca Etruria, precisando invece che "di Veneto Banca può essere ma non è che mi ricordo tutto, ho incontrato negli anni della mia presidenza due volte Visco e una volta Draghi". Incalzato sul fatto se avesse mai contattato telefonicamente i vertici di Bankitalia ed in particolare il capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo per parlare di Etruria e Veneto Banca, Zonin ha affermato che "sono argomenti cosi importanti che non rammento di averne parlato al telefono. Se c'era una cosa importante lo facevo di persona. Non lo escludo ma in questo momento non rammento, ma una cosa cosi importante non l'avrei fatta al telefono, sarei venuto a Roma".

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