Scandalo Coingas, Staderini e Olivetti Rason non si presentano all'interrogatorio

I due indagati dell'inchiesta avrebbero dovuto recarsi in Procura per essere ascoltati tra oggi e domani, ma alla fine hanno scelto il silenzio

Sergio Staderini, ex presidente Coingas

Gli interrogatori in calendario per oggi e domani andranno a vuoto. Nessuno dei due indagati, Sergio Staderini - difeso da Mario Cherubini e Francesco Maresca - e Pier Ettore Olivetti Rason - il cui legale è Antonio D'Avirro -, si presenterà in Procura per essere ascoltato in merito ai fatti contestati legati al caso Coingas. Una scelta, del resto, ampiamente condivisa dagli altri destinatari di avviso di chiusura indagini dell'inchiesta, che il pm Roberto Rossi ha ereditato da Andrea Claudiani, magistrato trasferitosi a Perugia.

Luca Amendola (ex presidente Multiservizi dimessosi subito la notizia dell'inchiesta), ad agosto, sarebbe stato l'eccezione: provando a chiarire la propria posizione di fronte agli inquirenti. Ma non l'hanno fatto altri indagati eccellenti come il sindaco Alessandro Ghinelli, l'assessore del Comune di Arezzo Alberto Merelli e il presidente di Coingas Franco Scortecci. A questo punto i 13 indagati attendono la decisione sull'eventuale rinvio a giudizio. Un verdetto che, con ogni probabilità, slitterà a dopo le elezioni (eventuale ballottaggio compreso). E così i riflettori dell'inchiesta non si riaccenderanno in questo finale di campagna elettorale, come il sindaco aveva auspicato.

Sono 13 gli indagati a cui è stato notificato l'avviso

Le posizioni di Staderini e Olivetti Rason

L'accusa più grave nei confronti dell'ex presidente di Coingas Staderini, al pari del commercialista fiorentino Olivetti Rason, è peculato in concorso. Nel mirino della magistratura ci sono infatti una serie di consulenze d'oro (complessivamente da centinaia di migliaia di euro), tra cui quelle di cui è beneficiario lo studio Olivetti Rason, che Coingas - secondo l'accusa - avrebbe pagato ingiustificatamente.

Sergio Staderini è la persona da cui le indagini si sono diramate, avendo un corpus notevole di registrazioni audio, carpite di nascosto e conservate in un pc, che è stato sequestrato e analizzato dalla Digos. Da qui, i guai per tutti gli altri indagati dell'inchiesta sulle partecipate, che poi si è allargata anche a Estra (indagato il presidente Francesco Macrì) in un filone a parte.

Le ultime parole pubblicamente trapelate di Sergio Staderini restano quindi quelle dello scorso inverno, usate per rispondere al sindaco Ghinelli dopo la rottura personale (Staderini era persona di fiducia del sindaco, aveva animato la lista Ora Ghinelli nel 2015) che l'inchiesta aveva comportato. Ghinelli aveva infatti detto che Staderini "aveva dei problemi", riferendosi alle registrazioni di nascosto. Quest'ultimo aveva replicato: "Ghinelli è in difficoltà e scarica colpe su di me".

Le tappe dell'inchiesta

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