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Chili di cocaina dalla Spagna: così arrivava ad Arezzo. Decine di imputati

Oltre 2mila cinquecento pagine di trascrizioni di intercettazioni. Ventisei imputati. Un processo che si annuncia lungo, il cui calendario è stato già fissato fino a dicembre. E' in corso il procedimento su una delle più importanti operazioni antidroga condotte dai carabinieri nell'ultimo decennio.

 

Oltre 2mila cinquecento pagine di trascrizioni di intercettazioni. Ventisei imputati. Un processo che si annuncia lungo, il cui calendario è stato già fissato fino a dicembre. E' in corso il procedimento su una delle più importanti operazioni antidroga condotte dai carabinieri nell'ultimo decennio. Un'ichiesta coordinata dalla Dda di Firenze che ha portato all'intercettazione telefonica e ambientale di decine e decine di persone. E proprio sulle risultanze di queste intercettazioni gli inquirenti sono arrivati a fermare italiani e stranieri convolti in un giro di droga proveniente da Santo Domingo, che prima di arrivare in Italia passava per Madrid e arrivava all'aereoporto di Venezia. Qui i corrieri atterravano e raggiungevano la Toscana. La cocaina trasportata, infatti, era destinata alle piazze dello spaccio di Arezzo e Perugia. 

Ieri in aula è stato sentito un militare dell'Arma responsabile delle indagini. Incalzato dalle domande della pm Angela Pietroiusti, di fronte al collegio presieduto dal giudice Gianni Fruganti e con a latere Soldini e Grignani, ha illustrato alcune situazioni che hanno portato, sempre attraverso le intercettazione, a capire come funzionava il sistema. 

Gli episodi risalgono agli anni 2011 e 2012. E' stato allora che i militari hanno dato il via ad una articolata attività di indagine scoprendo una vera e propria assiciazione dedita allo spaccio che aveva sede in provincia di Arezzo e articolazioni in altre regioni. Addirittura avevano messo in piedi una struttura operativa anche a Madrid. Ma la "cellula" era ben radicata nel territorio e nel tempo si era strutturata.

In pratica la droga arrivava periodicamente dall'estero: in Spagna c'erano più persone che avevano i compito di provvedere all'approvvigionamento all'ingrosso dello stupefacente (proveniente da Santo Domingo). Cocaina che tramite i corrieri arrivava in Italia, negli aereoporti di Venezia e Roma. Gli acquirenti erano ad Arezzo, a Perugia, ma anche in Veneto.  In totale i carabinieri individuarono 27 tra uomini e donne indagati sia per spaccio che per traffico di sostanze stupefacenti e arrestate in flagranza di reato quattro persone per analoghi reati. In quel peruodo furono sequestrati anche circa due chili e mezzo di stupefacenti fermando 4 corrieri. 

A processo è finita l'intera rete: dai capi dell'organizzazione ai pesci piccoli, ovvero i pusher che vendevano le singole dosi. Un traffico per milioni di euro stroncato ascoltando le intercettazioni. E adesso quelle 2mila 500 pagine di intercettazione, che raccontano a volte anche in codice i passaggi e i metodi dell'organizzazione, sono diventate il cuore del processo. 

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