Cronaca

Travolto, ucciso e abbandonato lungo la Sr 69: è omicidio stradale. Trovato pirata della strada che investì il clochard

I carabinieri di San Giovanni Valdarno hanno portato a termine le indagini: l'uomo aveva dato fuoco all'auto per cancellare ogni traccia dell'impatto, poi ne aveva denunciato il furto. Incastrato dalle telecamere

L'ipotesi principale era quella di una morte naturale. Ma le telecamere, poste lungo la strada regionale 69, hanno raccontato dettagli importanti che hanno permesso ai Carabinieri di San Giovanni Valdarno di individuare il pirata che investì e uccise un 60enne senza tetto

La tragedia avvenne la notte del 1 marzo, nel quartiere di Bani. Il clochard fu trovato da alcuni passanti ore dopo l'impatto, sul ciglio della strada. Chiamarono immediatamente i soccorsi, ma per l'uomo, originario di Firenze e da alcuni giorni presente nella zona di San Giovanni, non c'era più nulla da fare.

La ricostruzione dell'incidente

I militari della compagnia di San Giovanni Valdarno, guidati dal comandante Andrea Barbieri, al termine di un'articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Arezzo, sono riusciti a ricostruire cosa accadde in quella drammatica notte.

Al volante dell'auto che investì il clochard c'era un giovane operaio italiano incensurato. Aveva trascorso la serata con amici in un locale di Loro Ciuffenna. Durante il ritorno a casa era avvenuto il fatale impatto. Stando a quanto emerso dalle indagini, pare che il giovane non si fosse accorto della presenza del senza tetto al lato della strada.

La fuga nella notte e il finto furto dell'auto

In seguito all'incidente, però, invece di fermarsi per soccorrere la vittima, l'uomo si è dato alla fuga. Dapprima ha vagato senza una meta, poi ha deciso di abbandonare l’auto in aperta campagna e fare rientro a casa a piedi.
Nel primo pomeriggio del giorno successivo, ovvero il 2 marzo, è ritornato nel luogo dove aveva lasciato la vettura, per darle fuoco: il veicolo, una Fiat 500, è stato così completamente distrutto, tranne la targa anteriore. 

Successivamente, l’uomo si era recato presso la Stazione Carabinieri di San Giovanni Valdarno per denunciare il furto dell’auto. Le circostanze in cui sarebbe maturato il furto, sono apparse strane e inconsistente agli occhi dei militari, che da subito hanno dato il via alle indagini.

Le indagini e il racconto dell'automobilista

Nel frattempo i Carabinieri della Compagnia di San Giovanni, intervenuti sul posto già dalle prime luci dell’alba, avevano già provveduto a tutti i rilievi del caso e passato al setaccio tutte le telecamere ritenute d’interesse - da quelle pubbliche a quelle private - acquisendo i primi elementi utili. Immagini e frame che hanno permesso ai militari di concentrare fin da subito i sospetti proprio sul proprietario dell’automobile data alle fiamme. 
Lo scorso 31 marzo, su delega della Procura della Repubblica di Arezzo - che aveva concordato con gli elementi fino a quel momento raccolti -, i carabinieri si sono recati presso l'abitazione dell'uomo per una perquisizione domiciliare.

"Alla vista dei militari - spiegano i Carabinieri - l’uomo non ha retto più e si è liberato del grave peso che sentiva dentro. Messo alle strette, ha deciso di raccontare quanto avvenuto,  fornendo riscontri che sono risultati utili e che adesso sono al vaglio dell’autorità giudiziaria". 

L'uomo è indagato per i reati di omicidio stradale aggravato dalla fuga, incendio con l’aggravante di aver cercato di inquinare e distruggere le prove e simulazione di reato in relazione alla falsa denuncia di furto.

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