Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Operazione antimafia, sequestrata anche auto di lusso. Il valore sale a 1milione di euro

Gli strumenti forniti dal codice antimafia permettono di fare verifiche e intervenire con maggiore incisività su patrimoni di probabile provenienza illecita, allo scopo di sottrarli alla disponibilità di soggetti od organizzazioni dedite al riciclaggio e alla riconversione del denaro in attività lecite

Emergono ulteriori dettagli sull'operazione che ha portato all'applicazione sul territorio aretino del cosiddetto 'codice antimafia'. Attraverso questi strumenti normativi il questore di Arezzo Dario Sallustio e il procuratore distrettuale di Firenze Giuseppe Creazzo, hanno proposto al tribunale di Firenze l'allicazione della misura preventiva patrimoniale nei confronti di un soggetto che in passato era stato condannato in via definitiva per associazione di stampo mafioso per fatti commessi alla fine degli anni '90 quando era risultato coinvolto nelle attività di un clan camorristico. 

Ieri sera è stato eseguito il decreto di sequestro. Si tratta della prima volta che in provincia di Arezzo viene presa la misura della prevenzione patrimoniale che ha di fatto sottratto al soggetto in questione un'abitazione e un locale di intrattenimento del centro storico, un'auto di lusso, il capitale sociale e il patrimonio di una società di Arezzo. Il valore complessivo è in corso di valutazione da parte dell'autorità giudiziaria, ma si aggira intorno al milione di euro.

Al raggiungimento del risultato hanno contribuito la divisione anticrimine della Questura aretina e, per gli aspetti economico-patrimoniali gli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo che ha operato con gli specialisti del G.I.C.O. di Firenze, coordinati dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli. Così è stato ricostruito minuziosamente il profilo del soggetto interessato raccogliendo significativi elementi risultati preziosi ai fini dell’emissione del provvedimento.

Gli strumenti forniti dal codice antimafia permettono di fare verifiche e intervenire con maggiore incisività su patrimoni di probabile provenienza illecita, allo scopo di sottrarli alla disponibilità di soggetti od organizzazioni dedite al riciclaggio e alla riconversione del denaro in attività lecite.

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