Cronaca

Via la riduzione in schiavitù, per l'ex prete Cioni pena quasi dimezzata. Resta l'accusa di violenza sessuale

Condanna quasi dimezzata per l'ex prete fiorentino Mario Cioni. La seconda Corte d'Assise di Appello di Firenze, presieduta dal giudice Maria Cannizzaro, lo ha condannato a 8 anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti delle donne, considerate delle adepte, nella comunità da lui fondata a Montecchio, in provincia di Arezzo.

In primo grado Cioni era stato condannato a 15 anni di carcere perché c'era l'aggravante della riduzione in schiavitù, che i giudici d'appello hanno derubricato in maltrattamenti e poi è andato prescritto. Cioni è stato anche assolto per uno dei casi di violenza che gli venivano contestati e altri due, risalenti a tempi più lontani sono andati prescritti.

Delusione per l'appello è stata espressa dalle vittime e dai loro avvocati.

La storia 

Mario Cioni fu sospeso da prete nel 1985 e torno ad essere un laico, ma negli anni '90 fondò una comunitò fatta soprattutto di donne verso el quali si poneva come un santone, come un super partes e faceva loro credere che avrebbero dovuto obbedirgli in tutto per ottenere la salvezza. L'uomo, in queste vesti avrebbe usato violenza e abusando sessualmente di loro. Furono alcuni familiari delle adepte della comunità a fare le prime segnalazioni e le prime denunce che scoperchiarono il vaso. 

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