Cronaca

Investì e uccise un ciclista a Cortona. Rinviato a giudizio per omicidio stradale

Pasquale Panichi fu travolto mortalmente mentre era in sella alla sua bicicletta. L'automobilista, un 63enne di Foiano della Chiana, andrà a processo il prossimo 25 giugno per "imprudenza, negligenza e imperizia"

Pasquale Panichi in sella alla sua bici

Una “imprudente”, “negligente” e fatale mancata precedenza. Il pubblico ministero della procura di Arezzo, Chiara Pistolesi, a conclusione delle indagini preliminari del procedimento penale per il tragico incidente costato la vita al 76enne cortonese Pasquale Panichi, ha chiesto il rinvio a giudizio per l’automobilista che ha travolto l’anziano in bicicletta, e che è imputato del reato di omicidio stradale: si tratta di A. F., 63 anni, residente a Foiano della Chiana.

In relazione alla richiesta, il Gup Fabio Lombardo ha fissato l’udienza preliminare del processo per il 25 giugno prossimo, alle 10.30, presso il palazzo di giustizia di piazza Falcone e Borsellino. I familiari della vittima si sono affidati, attraverso la consulente Simona Longo, a Studio 3A, una società specializzata in ambito nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

Il sinistro si è verificato il 15 novembre 2018 in pieno giorno, alle 13.40, nel centro abitato di Cortona, lungo la Provinciale 30 delle Chianacce, e peraltro in condizioni di guida ottimali: cielo sereno, fondo stradale asciutto, segnaletica presente. Su quel tratto vige il limite dei 50 km/h.

A. F., “alla guida della sua autovettura Opel Corsa (…), transitando sulla SS 30 con provenienza Valiano e in direzione Foiano della Chiana, giunto all’altezza del km 4+970, intraprendeva manovra di svolta a sinistra per entrare nel circolo Arci ivi presente, omettendo di usare la massima prudenza e di cedere la precedenza al velocipede condotto da Pasquale Panichi, che, dal senso opposto di marcia (direzione Valiano) proveniva alla sua destra, collidendo con questo e così cagionandogli, in conseguenza del predetto urto, un politrauma da sinistro stradale (lesioni cranio-encefaliche e cervicali) che ne determinava immediatamente il decesso” scrive il sostituto procuratore nella sua richiesta di emissione del decreto che dispone il giudizio nei confronti dell’imputato: conclusioni, peraltro, supportate da numerose e inequivocabili fonti di prova, tra cui il rapporto del corpo di Polizia Municipale di Cortona, redatto sulla scorta del sopralluogo effettuato, dei rilievi planimetrici, delle tracce rilevabili, dalle dichiarazioni di un testimone – gli agenti hanno anche sanzionato l’automobilista per la mancata precedenza – e dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza del circolo Arci che hanno ripreso il sinistro.

Di qui, dunque, la richiesta di rinvio a giudizio per A. F. per il reato di omicidio stradale “perché, per colpa consistita in imprudenza, negligenza e imperizia e, in particolare, per la violazione delle norme della circolazione stradale (art. 145 e 154 D.Lgs 285/92), cagionava la morte di Pasquale Panichi”, che era un appassionato cicloturista iscritto ad un’associazione sportiva della zona e che quel giorno si stava tranquillamente allenando e procedeva per la sua strada: l’unica sua colpa è stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

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