"Una cava al posto del laghetto per irrigare". Così l'area della Valle delle Piagge è finita sotto sequestro

Ghiaia per edilizia, questo il materiale, che secondo la Procura è stato estratto indebitamente dalla collina della Valle delle Piagge

Una collina quasi rasa al suolo, quintali di inerti trasportati a un mulino per ricavarne materiali utili per l'edilizia. Alla base un progetto semplice, presentato al Comune di Capolona, nel quale era descritta la realizzazione di un laghetto che in nove anni avrebbe dovuto accumulare acque per irrigare un noccioleto di futuro impianto invece agli occhi di chi lo ha osservato via terra e attraverso le immagini di un drone è apparsa una cava vera e propria.

Il sito paesaggistico della Valle delle Piagge è lo scenario dove, secondo la Procura di Arezzo, si sarebbero consumati alcuni reati di natura ambientale, per questo due giorni fa è scattato il sequestro dell'area e quattro persone sono state iscritte nel registro degli indagati.

Il ruolo del Comitato della Valle delle Piagge

"Non è possibile che, nonostante che la Regione abbia tolto quella zona dal piano delle cave, stiano procedendo con delle escavazioni." Questo quello che deve aver pensato la gente della Valle delle Piagge e tutti coloro che da tempo animano il comitato che si è costituito proprio per scongiurare usi di quel tipo nel sito paesaggistico che si trova nel Comune di Capolona.

Ad agosto membri del comitato Valle delle Piagge si sono presentati direttamente nelle stanze della Procura di Arezzo per presentare un esposto, per raccontare quello che stava succedendo sotto i loro occhi. Le note della festa per aver ottenuto la salvezza di quel luogo, aveva lasciato spazio alla rabbia, all'incredulità. Così la richiesta di intervento all'autorità.

Cava abusiva, il comitato Valle delle Piagge: "Un sospiro di sollievo, sia fatta giustizia

Le indagini

Da quel momento le indagini sono durate circa due mesi, il tempo nel quale la titolare dell'inchiesta, il sostituto procuratore Laura Taddei e i Carabinieri Forestali hanno ricostruito quanto stava accandendo. E' stato poi il Gip a firmare il decreto per il sequestro preventivo dell'area dove erano in corso i lavori di escavazione. Dalle indagini è emerso che nei mesi scorsi il proprietario dell'area in questione che si estende in circa 5 ettari, aveva presentato un progetto che è stato definito semplice, quasi banale dalle autorità stesse.

Inizialmente sembrava che i lavori si stessero compiendo in base a un regolare permesso a costruire rilasciato dal Comune, una procedura semplificata che era stata possibile perché il progetto presentato era per un laghetto a uso irrigazione per un noccioleto che dovrebbe essere piantato nella zona. Poi gli inquirenti hanno avuto evidenza che tutto era stato semplificato, dichiarando una capacità dell'invaso sotto la soglia che avrebbe fatto scattare procedure più complesse come la valutazione d'impatto ambientale e il passaggio del progetto di frote alla conferenza dei servizi. Secondo gli inquirenti l'obiettivo realistico dell'escavazione era solo quella di ricavare inerti. Per questo gli avvisi di garanzia sono stati spediti a quattro persone: il proprietario delle terre che è anche il committente, la ditta esecutrice dei lavori, il direttore e il geologo interpellato per il progetto. Con il sequestro dei 5 ettari è scattato il fermo anche dei mezzi d'opera presenti sul posto come escavatori e bulldozer.

Le indagini continuano

"La caratteristica dei reati ambientali è quella che quasi sempre producono danni irreparabili o di difficilissima riparazione - ha dichiarato il procuratore Roberto Rossi - chi ricostruisce una collina in una zona di altissimo valore paesaggistico? Proprio per questo la nostra priorità è stata quella di fermare l'attività prima possibile. Altre responsabilità? E' presto per dirlo, ma le indagini continuano."

Le cave sì, ma non nella Valle delle Piagge

Nel corso del 2019 il Comitato della Valle delle Piagge aveva battagliato per poter evitare che quell'area dall'alto valore paesaggistico potesse rientrare dentro il piano delle cave regionale. Un'azione portata avanti con eventi di sensibilizzazione e con il coinvolgimento di artisti e politici locali. Così tra la fine di luglio e l'inizio di agosto il piano cave della Regione Toscana escluse quel sito e il popolo della Valle delle Piagge poté festeggiare. Un nuovo allarme è poi scattato quando hanno visto arrivare le ruspe e cominciare le escavazioni nel maggio scorso. Da qui l'esposto in Procura che ha fatto partire l'indagine.

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