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Sequestro dei beni di Moretti, la Cassazione accoglie i ricorsi: la decisione torna al tribunale del Riesame

Entrambi i ricorsi erano relativi al verdetto del tribunale del Riesame che aveva parzialmente rifotto la somma da sequestrare. Da un lato la procura punta al ripristino integrale, dall'altro  difesa punta all'annullamento del sequestro

L'ordinanza del riesame è stata annullata ed è stato accolto il ricorso del pm e quello dei difensori. Così si è espressa la Corte di Cassazione in merito al sequestro dei beni del gruppo Moretti. 

Entrambi i ricorsi erano relativi al verdetto emesso dal tribunale del Riesame che aveva parzialmente ridotto la somma posta sotto sequestro. Da un lato la procura puntava al ripristino integrale, dall'altro la difesa (rappresentata dai legali Niki Rappuoli, Cordeiro Guerra per Andrea Moretti e Mauro Messeri e Francesco Campanello per Antonio Moretti) mirava all'annullamento di tale sequestro.

La corte romana ha quindi rinviato tutto al tribunale di Arezzo dove verrà celebrato un nuovo riesame cautelare. 

Le motivazioni del sequestro da milioni di euro

Lo scorso dicembre il tribunale del riesame dispose la decurtazione, dai totali 25 milioni e 529mila euro sequestrati, di oltre 6 milioni e 300 mila euro.  In particolare la somma posta sotto sequestro ad Andrea Moretti è stata decurtata quasi completamente (ovvero 3 milioni 945mila 683 euro degli oltre 4 milioni che erano stati sequestrati), per Antonio Moretti il dissequestro doveva essere pari a 2milioni 312mila 497 euro e per Alberto Moretti di oltre 173mila euro. 

Il provvedimento di sequestro è relativo all’accusa di autoriciclaggio formulata dal pm mei riguardi dei Moretti.

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