Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Caso Pagni, una traccia di sangue potrebbe svelare il nome dell'uomo che lo picchiò causandone la morte

Nel registro degli indagati c'è un nome: quello di un tunisino 40enne, con precedenti per droga. E' l'uomo che potrebbe essere accusato della morte di Gastone Pagni, il 55enne che fu trovato in gravi condizioni dopo un pestaggio nella propria...

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Nel registro degli indagati c'è un nome: quello di un tunisino 40enne, con precedenti per droga. E' l'uomo che potrebbe essere accusato della morte di Gastone Pagni, il 55enne che fu trovato in gravi condizioni dopo un pestaggio nella propria abitazione di via del Saracino e che perse la vita dopo 40 giorni, il 20 agosto 2015. L'ipotesi di reato è omicidio preterintenzionale.

A portare a lui ci sarebbe un super testimone che avrebbe raccontato di un dissidio tra i due per una partita di droga. Ma secondo indiscrezioni, ci sarebbe anche un'analisi del dna trovato su mozziconi di sigarette e un bicchiere di carta trovato nell'abitazione. Lo scorso 13 febbraio la pm Angela Masiello ha dato l'incarico per la comparazione del dna di una macchia di sangue trovata nell'appartamento con i resti biologici prelevati dalla Squadra mobile dopo che Gastone fu trovato in fin di vita. Se quel sangue fosse dello stesso uomo, la pista che porta al tunisino si consoliderebbe.

L'aggressione e la morte

Era il 9 luglio 2015 quando, in via del Saracino, all'interno della propria abitazione, Gastone Pagni - "Gas" per gli amici, informatore farmaceutico e figlio dell'indimenticato chirurgo - fu ritrovato a terra dai vigili del fuoco che forzarono l'ingresso: era debilitato, in gravissime condizioni. Erano giorni che parenti e conoscenti non avevano più sue notizie. Aveva subito un terribile pestaggio (aveva un'importante emorragia cerebrale) e fu trasferito d'urgenza al San Donato. Dopo un mese trascorso tra gli ospedali di Siena e Arezzo, l'uomo fu dimesso e accolto in una residenza sanitaria, ma la sue condizioni precipitarono poco più tardi, rendendo necessario un secondo ricovero al San Donato. Dopo 40 giorni dall'aggressione nella notte tra il 18 e il 19 agosto 2015 - a seguito di una crisi respiratoria -, l'uomo morì.
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