Cronaca

Caso Martina Rossi. Parola ai periti di parte civile: "Ferite non compatibili con l'ipotesi di suicidio"

Le ferite rilevate sul corpo di Martina non sarebbero compatibili con l'ipotesi di suicidio. A sostenerlo sono i periti di parte civile, i medici legali, chiamati questa mattina a rendere la propria testimonianza di fronte alla corte del...

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Le ferite rilevate sul corpo di Martina non sarebbero compatibili con l'ipotesi di suicidio.

A sostenerlo sono i periti di parte civile, i medici legali, chiamati questa mattina a rendere la propria testimonianza di fronte alla corte del tribunale di Arezzo. Una mattinata lunga ed intensa che si è svolta per lo più completamente a porte chiuse.

Su disposizione infatti delle parti è stato deciso di non ammettere pubblico all'interno dell'aula. Una scelta imposta dal fatto che le immagini mostrate durante la deposizione dei periti sarebbero state particolarmente crude.

Ma di fatto l'intero dibattito si è incentrato su un punto molto chiaro secondo i medici incaricati dai familiari di Martina: Alcuni segni rilevati sul corpo della giovane sarebbero incompatibili con l'ipotesi suicidio.

La vicenda legata alla morte della studentessa genovese, deceduta il 3 agosto 2011 precipitando dal balcone della camera dell'albergo di Palma di Maiorca all'interno della quale si trovavano Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi i due giovani aretini accusati dalla procura di averne causato la morte in conseguenza di un tentativo di stupro, è tornata ad essere ripercorsa. Secondo quanto sostenuto dai consulenti della famiglia, in base a una serie di complessi calcoli cinetici sulla traiettoria, è stato escluso il gesto volontario. Una tesi avvalorata a loro dire anche dalla presenza di almeno due fratture, al sopracciglio e alla mandibola, che parrebbero il risultato di un impatto non legato al volo nel vuoto per sei piani. Nel pomeriggio invece l'udienza è proseguita con la parte dedicata alle intercettazioni ambientali di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi che parlano di quanto accaduto quell'agosto durante l'interrogatorio del 2012 negli uffici della procura di Genova. "Con l'intercettazione ambientale prodotta stamani (ieri per chi legge ndr) - dichiara l'avvocato Luca Fanfani - la verità entra nel processo portata dagli stessi imputati, le cui parole sgombrano il campo da ogni possibile dubbio su quanto accaduto quel 3 agosto nella stanza 609". Infine è stato il momento dei testimoni, tra cui amici e conoscenti di Martina, che hanno raccontato la vita della giovane studentessa nei mesi prima di quella tragica estate a Palma di Majorca.
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