Caso Martina Rossi, nuova udienza straordinaria. "A verbale anche le parole di turisti portoghesi e svedesi"

Una nuova udienza straordinaria nel processo per la morte di Martina Rossi. Le parti torneranno in aula giovedì 26 luglio, dopodomani, per decidere sull'acquisizione dei verbali resi dai testimoni stranieri che l'accusa in prima battuta, e la...

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Una nuova udienza straordinaria nel processo per la morte di Martina Rossi. Le parti torneranno in aula giovedì 26 luglio, dopodomani, per decidere sull'acquisizione dei verbali resi dai testimoni stranieri che l'accusa in prima battuta, e la difesa poi, ritengono rilevanti. Non c'è stato infatti questa mattina il pieno accordo di entrambe le difese. Se il difensore di Luca Vanneschi, il legale Stefano Buricchi, ha optato per accettare l'accordo inserendo anche le testimonianze di persone provenienti da Svezia e Portogallo che nella notte della tragedia alloggiavano nelle stanze circostanti, il difensore di Alessandro Albertoni, l'avvocato Tiberio Baroni, ha chiesto ulteriore tempo per sottoporre la decisione al suo assistito.

Tra le testimonianze che potrebbero essere verbalizzate ce n'è anche una fondamentale per le due difese: quella della cameriera spagnola ha raccontato agli inquirenti di aver visto la ragazza lanciarsi nel vuoto.

La proposta di questo accordo tra le parti è stata lanciata dal pm Roberto Rossi in seguito alle difficoltà riscontrate nel far arrivare dall'estero testi ritenuti di particolare importanza, ovvero i due danesi, padre e figlia, che avrebbero udito il grido di Martina e passi affannosi lungo le scale dell'albergo.

La vicenda

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Martina Rossi, studentessa ligure, perse la vita nell’agosto del 2011 a Palma di Maiorca precipitando dal balcone di una camera d’albergo. Per la sua morte sono a processo due giovani aretini, Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, accusati di morte in conseguenza di un altro reato e tentata violenza sessuale di gruppo: secondo la Procura di Arezzo, infatti, la giovane sarebbe caduta tentando di sottrarsi ad un tentativo di stupro da parte dei due aretini.

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