Caso Martina Rossi. In aula le intercettazioni inedite dei due aretini: "Quanto eravamo salati"

"E' stato bello ricordare io e te quanto eravamo salati". Le parole sarebbero quelle di Alessandro Albertoni, l'aretino accusato insieme all'amico Luca Vanneschi di essere responsabile della morte di Martina Rossi in conseguenza di un tentativo...

intercettazione martina rossi

"E' stato bello ricordare io e te quanto eravamo salati".

Le parole sarebbero quelle di Alessandro Albertoni, l'aretino accusato insieme all'amico Luca Vanneschi di essere responsabile della morte di Martina Rossi in conseguenza di un tentativo di stupro.

Sono questi alcuni stralci di frasi che ieri pomeriggio sono state trasmesse durante l'udienza fiume che si è svolta all'interno della Vela. Qui, dopo una mattinata dedicata all'ascolto dei medici legali di parte civile, è stato il momento delle intercettazioni (inedite) presentate dall'accusa e che riportano alcuni passaggi di quello scambio avvenuto nel febbraio del 2012 all'interno della procura di Genova dove i due aretino resero la propria testimonianza 7 mesi dopo la morte della ragazza. Un altro stralcio di quelle intercettazioni ambientali già ampiamente note e che, stando all'accusa e alla parte civile, rappresentate dal pm Roberto Rossi e dai legali dei genitori di Martina, Luca Fanfani e Stefano Savi, rivelerebbero dettagli particolarmente significativi.

A coordinare il lavoro dei legali di parte civile la consulente Lucia Corrini.

Le nuove intercettazioni

"Con l'intercettazione ambientale prodotta stamani (ieri per chi legge ndr) - dichiara l'avvocato Luca Fanfani - la verità entra nel processo portata dagli stessi imputati, le cui parole sgombrano il campo da ogni possibile dubbio su quanto accaduto quel 3 agosto nella stanza 609".

Durante il pomeriggio l'udienza si è svolta a porte aperte ed è stata proiettata in aula una seconda parte, mai resa pubblica sino ad oggi, di quel video che ritrae i due aretini mentre si scambiano impressioni subito dopo l'interrogatorio a Genova. In questo secondo stralcio i passaggi sottolineati dall'accusa sono stati essenzialmente due.

In questo stralcio di conversazione i due si scambiano impressioni e rassicurazioni sulla testimonianza resa agli inquirenti in quella specifica circostanza.

Le parole pronunciate e la gestualità dei due aretini, secondo l'accusa, rivelerebbero dettagli sull'accaduto fondamentali per la ricostruzione delle ore che hanno seguito la caduta dal balcone di Martina.

Di seguito la trascrizione di alcuni stralci di intercettazioni rese pubbliche per la prima volta ieri in aula e riferite alle video intercettazioni dei due aretini.

Alessandro: "E' una rottura, di quegli spaccamenti... ora starà chiuden... c'è scritto... sul cadavere non ci sono ... non vi sono riportati segni di violenza... di tipo sessuale".

Dice alzando il pugno in segno di vittoria. E il compagno davanti a lui annuisce. Luca chiede ancora rassicurazioni (ndr).

Alessandro: Fottati, sul corpo non ci sono violenze sessuali.

Luca: E che lei s'è butta'... s'è buttata?

Alessandro: Un ghio so. L'aveva chiusa lei (poi si porta l'indice sulla fronte - ndr) è pazza!

Annamo... ma che testimone, che nn'era normale

Luca: Ah si. Che non si cavava più.

Alessandro: "E' stato bello, eh? Ti giuro che io e te ricordarsi di quando salati s'era. Boia! C'è stato un momento che io ho volato. (salati secondo la ricostruzione fornita in aula sarebbe un intercalare per indicare la parola "sballati", sotto l'effetto di sostanze)

Luca: Eh sì

Udienza a porte chiuse al mattino

Nella prima parte dell'udienza, al mattino, sono stati ascoltati i medici legali e i periti incaricati dalla famiglia di Martina Rossi. A loro è spettato il compito di ricostruire la dinamica della caduta e valutare se le ferite riportate dalla ragazza fossero o meno compatibili con l'ipotesi di un gesto volontario.

Secondo tali riscontri non vi sarebbero compatibilità con questo scenario. Semmai sembrano più la conseguenza di una caduta derivata da un tentativo di fuga. Forse, la giovane studentessa potrebbe aver scavalcato il parapetto del terrazzino ed essere scivolata nel tentativo, come più volte ipotizzato, di scappare da una minaccia.

Una tesi avvalorata, a loro dire, anche dalla presenza di almeno due fratture: al sopracciglio e alla mandibola. Entrambe parrebbero il risultato di un impatto non legato al volo nel vuoto per sei piani.

Le testimonianze dei familiari e amici

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E dopo i periti è stato il momento delle testimonianze rese dagli amici e conoscenti di Martina che hanno raccontato i mesi precedenti a quella vacanza. Una lunga serie di interrogatori dove ciascuno dei testi ha riportato dettagli riguardanti la personalità e la vita della giovane studentessa.

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