Caso Martina Rossi, i giudici: "Videoconferenza con i testi stranieri". Udienza a Perugia

La rogatoria internazionale è stata autorizzata. Come sarà svolta? Tramite videoconferenza (da organizzare Perugia a metà settembre). In modo che  le espressioni, gli sguardi, il tono della voce dei testimoni possano contribuire a ricostruire...

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La rogatoria internazionale è stata autorizzata. Come sarà svolta? Tramite videoconferenza (da organizzare Perugia a metà settembre). In modo che le espressioni, gli sguardi, il tono della voce dei testimoni possano contribuire a ricostruire quanto accaduto nella tragica alba del 3 agosto 2011, quando Martina Rossi, studentessa ligure ventenne, morì precipitando da un balcone dell'hotel Santa Ana di Palma di Maiorca. Per la sua morte sono finiti a processo due giovani aretini: Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, accusati di morte in conseguenza di altro reato e di tentata violenza sessuale.

Ma cos'è una rogatoria internazionale? Si tratta di una forma di collaborazione giudiziaria tra autorità giurisdizionali di Paesi diversi, per svolgere atti relativi ad un processo. In questo caso si tratta dell'acquisizione e verbalizzazione di testimonianze.

La rogatoria è stata autorizzata ieri dal collegio presieduto dal giudice Angela Avila dopo varie udienze rinviate a causa dell'assenza dei testimoni stranieri chiamati a deporre dalla Procura. Si tratta di due turisti danesi, padre e figlia, che in quella drammatica notte hanno sentito un grido (attribuito a Martina) e uno scalpiccio di passi lungo le scale (attribuito ad Albertoni). La Procura ha tentato di trovare un accorto con le controparti, per verbalizzare quanto già dichiarato durante la fase delle indagini, stringendo così i tempi. Ma l'accordo non c'è stato e il collegio ha deciso la strada per la rogatoria, che riguarderà anche altri testi stranieri, compresa la cameriera spagnola, ad oggi unica testimone oculare della caduta.

La videoconferenza è la prima opzione, quella auspicata dai giudici ma anche quella più difficile da realizzare. Per organizzarla - la data prevista è metà settembre - il tribunale si sposterà a Perugia, dove c'è una sala attrezzata. Ma non è detto che possa essere realizzata. Altrimenti andrà percorsa la strada tradizionale, quella delle domande e risposte trascritte e tradotte e poi inviate al Tribunale. Ieri pomeriggio le parti hanno presentato su richiesta del collegio giudicante, le domande da inoltrare ai testi.

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Se sarà possibile procedere con la strada della videoconferenza sarà possibile saperlo solo il prossimo settembre 11, data alla quale è stato rinviato il procedimento.

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