Cronaca

Caso Martina Rossi, così le parole dei due ragazzi di Castiglion Fibocchi entrano nel processo

Una partenza in sordina, complice l’astensione per sciopero degli avvocati penalisti, per il processo sulla morte di Martina Rossi, la studentessa di Imperia che ha perso la vita nell'estate di sei anni fa a Palma de Maiorca, dopo aver trascorso...

Una partenza in sordina, complice l'astensione per sciopero degli avvocati penalisti, per il processo sulla morte di Martina Rossi, la studentessa di Imperia che ha perso la vita nell'estate di sei anni fa a Palma de Maiorca, dopo aver trascorso una serata con due giovani dell'Aretino.

Secondo la procura di Arezzo, Martina morì cadendo dal balcone dell'hotel dove soggiornava mentre stava cercando di sfuggire ad una tentata violenza sessuale da parte dei due ragazzi di Castiglion Fibocchi.

I difensori dei due giovani, Tiberio Baroni per Alessandro e Stefano Buricchi per Luca, stanno elaborando la delicatissima strategia difensiva. Il giudice per le udienze preliminari Piergiorgio Ponticelli, ha disposto la trascrizione delle intercettazioni ambientali e telefoniche risalenti al 2012 nelle quali si sentono le parole "violenza sessuale". L'incarico verrà conferito il prossimo 30 maggio.

L'intercettazione ritenuta più "compromettente" per i due giovani è quella registrata sei mesi dopo la morte di Martina, da una telecamera presso gli uffici della procura di Genova. Alessandro e Luca parlano di violenza sessuale, "ma - sostiene la procura - nessuno ancora aveva parlato di questa ipotesi di reato" e pare che nemmeno l'autopsia avesse evidenziato una simile eventualità. La domanda della pubblica accusa allora è: "Perché ne hanno parlato?".

Ma come suonano le parole intercettate? Il dialogo è stato mandato in onda da Chi l'ha visto? E all'ascolto suonerebbe così:

Alessandro: "sul corpo non sono riportati segni di violenza sessuale".

Luca: "di violenza sessuale?".

Alessandro: "mi sa di sì caz... quindi bono pure quello".

Ma proprio questa ultima risposta potrebbe essere interpretata con: "Io so... da pazzi", che cambierebbe il senso dell'intera conversazione.

Con la trascrizione, le parole dette dai giovani potranno essere utilizzate durante il processo, come elementi probatori. La difesa adesso potrebbe sollevare alcune eccezioni con l'obiettivo evitare questa trascrizione. Gli avvocati della difesa stanno studiando la loro strategia nel massimo riserbo. Baroni racconta di essere stato a Palma de Maiorca: "Ho parlato con molte persone - spiega - sono emerse cose molto interessanti, ma verranno rivelate solo durante il processo". Ovvero se i due giovani verranno rinviati a giudizio.

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