Cronaca

Caso Guerrina, dai cani molecolari ai "depistaggi": in aula i dettagli delle indagini

Un cuscino annusato dai cani molecolari e buttato a terra due volte. Un cuscino nel quale sarebbe rimasto impresso l'odore di Guerrina Piscaglia tanto da essere riconosciuto dai cani che hanno segnalato così il passaggio della donna nella canonica...

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Un cuscino annusato dai cani molecolari e buttato a terra due volte. Un cuscino nel quale sarebbe rimasto impresso l'odore di Guerrina Piscaglia tanto da essere riconosciuto dai cani che hanno segnalato così il passaggio della donna nella canonica di Ca' Raffaello. E' uno dei dettagli delle indagini sulla scomparsa della 51enne di Ca'Raffaello emerso durante l'udienza in Corte di Assise di ieri. A raccontarli, incalzato dalle domande del pm Marco Dioni, è stato il maresciallo dei Carabinieri Pietro Rizzo, della stazione di Badia Tedalda. Era uno dei sette testi chiamati a deporre dalla pubblica accusa, che per circa un'ora ha sciorinato, con tanto di orari e tabulati telefonici, le primissime attività di ricerca della donna.

Nell'occhio del ciclone per i ritardi con i quali sarebbero partite le indagini, il militare ha raccontato come la stessa notte della scomparsa, non solo si attivò in ricerche immediate, non solo fece accertamenti nell'abitazione di Guerrina, ma per due volte chiese alla centrale di Arezzo di attivare il localizzatore per individuare il cellulare della donna. Ma il telefonino era spento e l'operazione, in quell'occasione, non andò a buon fine.

carabinieri_guerrina_ris (1)Cosa accadde allora ? Perché le ricerche subirono un rallentamento? Secondo la versione del militare, sia Mirco sia, in seconda battuta, padre Gratien, fornirono la stessa versione: Guerrina se ne era andata con un venditore ambulante nordafricano, a bordo di una Twingo Gialla.

Ma con padre Gratien Rizzo non parlò subito e non lo incontrò nemmeno l'indomani. "La sera del 1 maggio alle 21,33 e 21,36 chiamai il numero di padre Gratien - ha spiegato in aula Rizzo -, non rispose. Il 2 maggio lo chiamai alle 10,15, lui richiamò alle 10,21, chiesi un appuntamento. Ci saremmo dovuti vedere a mezzogiorno, ma non si presentò. Lo chiamai così alle 13,45 e alle 13,46: una chiamata di tre minuti in cui chiesi conferma della situazione. Poi non ci siamo visti, era a Sansepolcro".

A dare un nuovo arresto alle indagini poi una nuova testimonianza, quella di una donna che affermò di aver visto Guerrina a Novafeltria il 2 di maggio. Una testimone che per i militari dell'Arma era risultata attendibile, tanto che furono tratte "conclusioni confortanti".

tribunale-caso-guerrina (6)E così, pensando che Guerrina fosse tra le braccia dell'ambulante, trascorsero le settimane. Fin quando le sorelle di Guerrina non si accorsero di un messaggio arrivato sul cellulare della mamma di Mirco. La donna, anziana, non era in grado di leggere da sola i messaggi. Il testo doveva rassicurare i familiari. "Ma una frase mi fece pensare - ha chiosato Rizzo - il fatto che avesse scritto che non poteva chiamare".

Poi arrivò la fine di luglio, iniziò agosto e sul caso si innescò un grande clamore mediatico. Tanto che i militari in alcuni casi portarono avanti le ricerche senza divisa: "Perché inseguiti dai giornalisti" ha chiosato Dioni.

E da allora le telecamere non si sono mai spente. Anche ieri, alla Vela, troupe di tv locali e nazionali si sono accalcate. Per catturare immagini e momenti salienti, di questa storia che sembra ancora lontana dalla fine. A breve infatti il legale di Mirco ha annunciato che costituirà una nuova équipe per tornare a battere le zone della scomparsa: non solo quelle già prese in esame dai Carabinieri ma anche luoghi circostanti, dove si pensa possano trovarsi tracce di Guerrina.

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