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Caso Coingas, le indagini della Digos e i dettagli delle consulenze

Oggi sarà chiamato a deporre il secondo teste dell'accusa e dovrebbero essere affrontati specifici episodi legati agli incarichi

I dettagli relativi alle consulenze d'oro emersi durante le indagini del caso Coingas saranno al centro dell'udienza che si terrà quest'oggi al tribunale di Arezzo. Saranno ancora gli inquirenti a raccontare come si è dipanato il filo di indizi e prove che ha portato a indagare (e poi a rinviare a giudizio) gli imputati. Tra loro anche il sindaco Alessandro Ghinelli, l'ex presidente di Estra Francesco Macrì, l'assessore Alberto Merelli. 

Oggi sarà chiamato a deporre il secondo teste dell'accusa, il commissario capo della Digos Luca Banchetti. Dopo la lunga audizione della ex dirigente della Digos Claudia Famà, che ha ripercorso per sommi capi i punti cardine dell'inchiesta partita da una segnalazione dei revisori dei conti che indicavano un aumento delle uscite di denaro da Coingas, oggi in aula dovrebbero essere affrontati specifici episodi. 

Le consulenze d'oro

Ma come ha preso avvio l'inchiesta? "Tutto è partito dall'analisi delle spese di Coingas emersa dai verbali del collegio sindacale", ha esordito Famà. Quella segnalazione arrivata agli inquirenti aveva trovato riscontro nei verbali dove veniva evidenziato come le "spese di esercizio rispetto all'anno precedente erano lievitate in modo esorbitante, passando da oltre 500mila euro a circa 812 mila euro". Un aumento legato, sostiene l'accusa, all'assegnazione di consulenze spesso destiate a medesimi soggetti e ripetute anche a distanza di un mese una dall'altra. Con una costante: "Molto spesso gli importi si fermavano a 39mila euro. La soglia dei 40mila non sarebbe mai stata superata, pertanto non furono chiesti preventivi ad altri professionisti (come prevedeva la legge per importi superiori ai 40mila euro). Ricorrono così i nomi del commercialista Marco Cocci, dell'avvocato Pier Ettore Olivetti Rason, del legale Jacopo Bigiarini". 

A corroborare questa ricostruzione le decine e decine di file audio ritrovati nel pc e nel telefono cellulare di Sergio Staderini, all'epoca dei fatti presidente di Coingas, poi sostituito da Franco Scortecci. L'ex presidente è stato condannato il 6 luglio del 2021 a due anni di reclusione.

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