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Casa di riposo abusiva, dall'esposto per negligenze verso gli anziani all'ispezione. I retroscena

La struttura trovata nella galleria Casentino a Campo di Marte è stata controllata in seguito ad esposti per negligenze nella cura degli anziani. Al nero i lavoratori non qualificati, rette pagate ma senza fattura

 

Non solo anziani non autosufficienti custoditi senza autorizzazione al funzionamento, ma anche dipendenti al lavoro al nero, rette pagate dalle famiglie senza una fattura in cambio e operatori non qualificati. Sono queste le contestazioni mosse nei confronti del gestore della casa di risposo abusiva che la squadra mobile ha controllato nella zona di Campo di Marte, nella galleria Casentino nel corso del mese di dicembre scorso.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Arezzo, sono partite per alcuni esposti di chi lamentava negligenze nella cura degli anziani ospiti della casa di riposo. Da qui sono scattati i controlli compiuti dagli investigatori in collaborazione con l'Asl di Arezzo. L'ispezione nella struttura ha portato alla luce numerose irregolarità.

All’interno della casa di riposo sono stati trovati 8 ospiti, di cui 4 non autosufficienti, per la gestione dei quali la struttura non aveva la necessaria autorizzazione. Inoltre è stata riscontrata la presenza di 6 dipendenti, privi delle qualifiche professionali richieste, e assunti senza alcun tipo di contratto. Dall’esame della documentazione trovata è stato accertato che nell'arco di tempo in cui è stata in attività, sono transitati presso la struttura almeno 20 anziani. Anche le rette richieste per la loro gestione, quantificate in circa 1600 euro mensili, sono risultate incassate al nero senza il rilascio di alcun tipo di fattura.

Sulla base di quanto accertato, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Arezzo hanno contestato al titolare l’illecito amministrativo previsto e punito dalla legge regionale del 2005 che sanziona l’erogazione di prestazioni socio-assistenziali ad anziani autosufficienti e non, senza la relativa autorizzazione. Così è scattata anche una sanzione pecuniaria di 15.000 euro. 

La questura ha trasmesso la segnalazione di quanto accertato al Comune di Arezzo, così che il Servizio Ambiente ha notificato al titolare della struttura l’ordinanza di chiusura di attività. Le indagini non sono temrinate e serviranno a individuare le responsabilità penali per esercizio abusivo di professione sanitaria.

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