Cronaca

Misero a segno un colpo in una tabaccheria, scoperti dopo due anni. Carabinieri risolvono "cold case"

I militari della stazione di Bucine, con minuziose e pazienti indagini, sono riusciti a risalire ai malviventi

Minuziosi e pazienti indagini, intuito e dedizione: così i Carabinieri di San Giovanni Valdarno hanno risolto quello che era ormai considerato un “cold case”.

L’episodio su cui è stata fatta luce, infatti, risale ad oltre un anno fa. Era l’ottobre 2019, quando, nel cuore della notte, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di San Giovanni Valdarno ricevette una richiesta d’intervento da parte di un cittadino che segnalava la probabile presenza di alcuni intrusi all’interno di una tabaccheria poco fuori l’abitato di Bucine, sulla via Senese. Nonostante l’immediata reazione dei militari dell’Arma – la Centrale Operativa inviò subito sul posto una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, in consueto servizio di perlustrazione del territorio valdarnese – una volta giunti sul posto, i Carabinieri appurarono che i ladri si erano dati alla fuga, abbandonando addirittura lungo il percorso parte della refurtiva appena trafugata.

In quel preciso moment  iniziò l’indagine degli uomini della Stazione Carabinieri di Bucine, determinati ad identificare gli spregiudicati ladri che avevano portato a termine il colpo, portandosi via alcune centinaia di euro dal registratore di cassa, oltre ad alcune stecche di sigarette.

L’indagine si è protratta per mesi, ed è stata contraddistinta da minuziosi sopralluoghi, da confronti investigativi con i colleghi di altri reparti dei Carabinieri della Provincia di Arezzo, e dall'ascolto dei pochi testimoni che hanno cercato in ogni modo di rendersi utili,  riferendo dettagli e particolari notati quella notte e nei giorni precedenti.

"Testimonianze, come sempre, gesto civico importantissimo e di supporto fondamentale per la raccolta di dettagli decisivi per il buon esito delle indagini - spiegano i militari dell'Arma -. Come spesso accade, poi, di cruciale importanza è stata anche l’analisi di alcuni filmati di videosorveglianza, e del traffico telefonico registrato nell’area nei momenti subito antecedenti e subito successivi all’episodio criminoso".

È stato così possibile ricostruire come i malviventi, qualche giorno prima del colpo avessero condotto un sopralluogo sul luogo, e come qualche giorno dopo avessero agito, utilizzando la stessa autovettura e, addirittura, gli stessi indumenti.

"In particolare, è stato possibile risalire con certezza ad uno dei ladro, un albanese di 25 anni, con precedenti di polizia. La chiarezza del quadro indiziario non lascia dubbi, l’uomo è uno dei componenti della banda che ha portato a termine il furto, ed è stato immediatamente deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Arezzo per furto aggravato. Proseguono intanto le indagini per identificare i complici".

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