Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Carabinieri Forestali, un anno di attività. D'Amico: "Indagini in tempo reale, addio prescrizione. Migliaia di controlli"

Oltre ottomila controlli, circa 600 illeciti accertati, ben 300mila euro di sanzioni e 164 denunce: sono i numeri che raccontano un anno di attività dei Carabinieri Forestali. Il primo in cui i circa 90 agenti dell'ex Corpo Forestale dello Stato...

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Oltre ottomila controlli, circa 600 illeciti accertati, ben 300mila euro di sanzioni e 164 denunce: sono i numeri che raccontano un anno di attività dei Carabinieri Forestali. Il primo in cui i circa 90 agenti dell'ex Corpo Forestale dello Stato hanno tolto le divise verdi e indossato quelle dell'Arma dei Carabinieri, andando a formare così la più imponente organizzazione di tutela ambientale d'Europa.

"E' stato un anno importante e, per i risultati, soddisfacente" ha commentato il comandante Claudio D'Amico. Le previsioni più nefaste su cosa sarebbe avvenuto sul fronte ambientale sembrano essere state scongiurate. "Nell'Aretino tutte le stazioni sono state mantenute - spiega D'Amico - e addirittura quelle che non avevano più personale sono state rinforzate. Il personale oggi conta 93 unità, di cui 5 sono giovani Carabinieri che hanno affrontato un percorso di studio e formazione specifico per lavorare sul fronte ambientale. Due carabinieri forestali lavorano fianco a fianco con il pool della Procura dedicato ai reati ambientali e guidato dalla pm Angela Masiello".

Proprio presso la Procura di Arezzo le indagini sui reati che riguardano l'ambiente sono svolte in "tempo reale". "Questo significa che per tutti i fascicoli arretrati gli accertamenti sono stati completati e adesso gli inquirenti lavorano su denunce ed esposti appena presentati, scongiurando così il rischio prescrizione che in questi casi solitamente va dai 4 ai 5 anni".

Di fatto ad Arezzo sono state confermate tutte le strutture preesistenti dell'ex Corpo Forestale suddivise in Gruppo di Arezzo (che si occupa di tutela forestale) Reparto dei Carabinieri per la biodiversità a Pieve Santo Stefano, e reparto di Carabinieri del Parco Nazionale Foreste Casentinesi.

Eclatanti i casi che in questo primo anno di attività sono stati seguiti.

Lo scorso luglio, ad esempio, è stata sgominata un'organizzazione di bracconieri che operava nelle acque della diga di Montedoglio. Stando a quanto accertato dai Forestali i pescatori di frodo si muovevano di notte con tre gommoni per stendere le reti (peraltro il lago non è navigabile) e un furgone frigo per caricare subito il pesce raccolto e portarlo via. Quintali di pescato, tra carpe e lucci. L'operazione ha portato a sequestri e denunce.

Il mese successivo, ad agosto circa mille capi di bestiame sono stati sequestrati dalla Procura di Arezzo e un laboratorio per la caseificazione dell'Aretino è stato chiuso in seguito agli accertamenti dei carabinieri forestali, in collaborazione con il Nas di Firenze.

E poi i casi di maltrattamenti di animali, la triste vicenda dei bocconi avvelenati, e ancora il sequestro di un deposito di materiale ferroso alle porte di Arezzo: nell'impianto sarebbero anche avvenuti centinaia di conferimenti di rifiuti in totale assenza di formulario, quindi privi di ogni tracciabilità, per un valore complessivo stimato di poco inferiore al milione di euro all'anno.

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