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Cronaca

"Il buttafuori mi ha picchiato". Il titolare del locale: "Noi contro la violenza"

Dopo la denuncia di un 22enne aretino, il proprietario della discoteca chiarisce: "Collaborazione con il ragazzo e l'agenzia di sicurezza per capire l'accaduto. Da noi mai un problema"

“Ci dispiace dover leggere certe parole, il nostro primo obbiettivo è quello di offrire momenti di svago e divertimento ai nostri clienti, tutelando in primis la loro sicurezza, sopratutto in questo momento di riapertura dopo quasi due anni di stop".

Scrive così Fabrizio Biagioni, imprenditore e titolare dello Show Garden oltre che del Class, discoteca del centro storico dove nei giorni scorsi si è registrato un fatto di cronaca che era stato riportato anche da ArezzoNotizie. Un 22enne aretino ha sporto denuncia ai carabinieri sostenendo di essere stato malmenato da uno dei buttafuori del locale, allegando il certificato medico del pronto soccorso con cui gli è stata diagnosticata la frattura del setto nasale.

"Quello che è accaduto venerdì notte e non sabato - precisa Biagioni - a prescindere dalle dinamiche che verranno accertate nei prossimi giorni, sono fatti che non devono succedere. Dalle prime immagini e racconti che ci hanno riportato, abbiamo costatato che all’interno del locale non ci sono stati problemi di nessun genere. I fatti sono successi all’esterno quando il locale si apprestava a concludere la serata. Il ragazzo era stato fatto uscire in modo corretto, ma dopo poco si sarebbe ripresentato di fronte agli addetti alla sicurezza usando modi e atteggiamenti scontrosi, pretendendo di entrare. La situazione dopodiché sarebbe degenerata".

Sull'episodio sono in corso le indagini dei carabinieri di Arezzo, che dovranno accertare l'esatta dinamica dell'accaduto.

"Come società ci dissociamo da qualsiasi atto di violenza, ma come detto il nostro primo interesse è far divertire in modo intelligente le persone all’interno e allontanare chi non si sa comportare. Negli anni fortunatamente non abbiamo mai avuto problemi nel creare aggregazione ed educare anche i giovanissimi: sensibilizzare sulle varie problematiche fa parte del nostro lavoro ma purtroppo negli anni questo non c’è mai stato riconosciuto. Ma come si dice? Fa sempre più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce. Concludiamo dicendo che prestiamo massima collaborazione sia nei confronti del ragazzo che nei confronti dell’agenzia di sicurezza per poter effettuare le opportune verifiche del caso". 

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