Bussa alla porta e spara alla gola del suo vicino. In carcere i complici del responsabile

Gli ha sparato dritto in faccia. Voleva ucciderlo. Anni di diverbi avevano portato ad un odio profondo e quella notte lui aveva deciso di farlo fuori insieme alla sua famiglia. E' quanto successo nella serata del 15 marzo scorso a Castelfranco...

AREZZO AVV. DAVIRRO

Gli ha sparato dritto in faccia.

Voleva ucciderlo. Anni di diverbi avevano portato ad un odio profondo e quella notte lui aveva deciso di farlo fuori insieme alla sua famiglia. E' quanto successo nella serata del 15 marzo scorso a Castelfranco di Sopra.

L'episodio in pochissimo era balzato agli onori della cronaca ed aveva sconvolto la piccola comunità del Valdarno che in una notte si era trovata nel bel mezzo di un incubo.

Secondo quanto accertato dai carabinieri che, all'epoca dei fatti intervennero per fare chiarezza sulla vicenda, lo scorso marzo D.V. 31enne valdarnese aveva organizzato una spedizione punitiva nei confronti di una famiglia marocchina di Castelfranco di Sopra originata da vecchi rancori condominiali accentuati, quella sera, dallo stato di alterazione dovuta a qualche bicchiere di troppo bevuto in un locale del paese.

Fatto sta che quella sera l'uomo, insieme ad un amico, bussa alla porta della casa della famiglia marocchina. In mano brandeggia una pistola calibro 7,65 (risultata poi illegalmente detenuta). Continua a martellare con violenza la porta fin tanto che riesce a farsi aprire. La porta si apre. Lui guarda dritto negli occhi l'uomo che gli sta di fronte (S.M 44 anni marocchino) e, sempre con la pistola in mano, minaccia di ammazzare tutti.

Ne segue una breve colluttazione e nella concitazione parte anche un colpo di pistola che ferisce il 44enne alla gola che si accascia a terra. A quel punto, temendo il peggio, l’altro familiare presente in casa afferra uno dei complici e facendosene scudo, evitava di essere anch’egli raggiunto da un proiettile. Dalle prime indagini condotte sul posto, dalle testimonianze raccolte e dalle immagini di videosorveglianza della zona il colpevole venne subito individuato e poi arrestato.

Ma a distanza di qualche mese da quell'episodio ecco che sono emerse novità.

Le successive attività investigative infatti hanno consentito ai carabinieri del Valdarno di accertare la presenza di altri due complici. A quanto sembra oltre alla persona che lo ha accompagnato sino alla porta di casa della famiglia marocchina, D.V. avrebbe prima incontrato alcune persone che gli avrebbero procurato l'arma con la quale ha minacciato e ferito il 44enne.

Così nella serata di ieri i carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno – Nucleo Operativo e Radio Mobile hanno arrestato K. S., 31enne albanese e R.A. 31enne italiano.

In particolare, il 31enne è stato ritenuto responsabile, in concorso con il D.V. (già condannato per questi fatti in primo grado a 9 anni e mezzo di reclusione) di tentato omicidio oltre a detenzione e porto abusivo di arma da fuoco cal. 7.65. E' stato infatti quest'ultimo ad aver fornito l’auto e la pistola al 31enne.

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K.S. e R.A. sono stati arrestati ma mentre il primo si trova dietro le sbarre nel carcere di Arezzo, l'altro è ai domiciliari.

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