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VIDEO | Il disinnesco e la detonazione: così è stata fatta brillare la bomba rinvenuta a Rassina

Un'operazione iniziata all'alba con l'evacuazione di oltre 2mila persone. Poco dopo le 13 il conto alla rovescia e l'esplosione

 

E' stata una lunga giornata, non solo per Rassina, ma per tutto il Casentino. L'intera vallata è rimasta per alcune ore divisa in due. Impossibile salire così come scendere verso Arezzo a causa delle operazioni iniziate all'alba per disinnescare e far brillare la bomba rinvenuta alla stazione di Rassina. Oltre 2mila persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni, seguendo le dirittive delle forze dell'ordine. Polizia, carabinieri, polizia municipale, vigili del fuoco e le varie associazioni di volontariato. Uno spiegamento di forze mai visto fino ad oggi, con i militari dell'esercito - più precisamente del 2° reggimento genio pontieri di Piacenza - che hanno dapprima messo in sicurezza l'area della stazione, dove è stata rinvenuta la bomba, e subito dopo si sono adoperati per far brillare l'ordigno.

"Si tratta di una bomba d'aereo di nazionalità americana del peso di 500 libbre, pari a 230 kg" ha spiegato il maggiore Pietro Pace. Un ordigno che per oltre 60 anni è rimasto sepolto a pochi metri da binari, lanciato da un veivolo con il chiaro intento di distruggere il collegamento ferroviario e colpire con le sue schegge quanti più obiettivi possibili.

Le operazioni sono iniziate in leggero ritardo a causa del maltempo, della pioggia e del fango in cui si trovava la bomba, che non hanno aiutato il disinnesco. Ad ogni modo alle 11 presso la sala operativa allestita al Corsalone arriva la notizia che la prima parte della missione è compiuta. L'ordigno viene caricato sul camion dell'esercito che si incammina verso la miniera dello stabilimento Colacem. A scoartarlo gli agenti di polizia, carabinieri, finanzieri e vigili del fuoco. Proprio mentre il camion sale verso la sommità della miniera, la popolazione fatta evacuare inizia a tornare nelle proprie abitiazioni.

Alle 13 è tutto pronto. La ruspa ha sotterrato l'ordigno nella fossa scavata in precedenza. Per sicurezza viene gettata ulteriore terra sopra l'ordigno e i detonatori. Dall maggiore Pace arriva il via libera. Il conto alla rovescia è rapido come non mai e la detonazione si fa sentire con un lungo eco. Tutto è andato per il verso giusto nonostante le difficoltà legate al maltempo e al tipo di ordigno.

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