Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Psicosi Blue Whale, raffica di segnalazioni del presunto gioco mortale: la Polizia postale di Arezzo nelle scuole

Un grande gioco che dura 50 giorni: il traguardo è la morte del partecipante. Parrebbe la trama di un film horror per teenager, il target è quello, e c'è chi sostiene che il Blue Whale sarebbe già approdato nella realtà: in Italia se ne parla da...

suicidio

Un grande gioco che dura 50 giorni: il traguardo è la morte del partecipante. Parrebbe la trama di un film horror per teenager, il target è quello, e c'è chi sostiene che il Blue Whale sarebbe già approdato nella realtà: in Italia se ne parla da settimane, con grande clamore dopo il servizio delle Iene firmato da Matteo Viviani. Il Blue Whale sarebbe nato in Russia (realtà o trovata di marketing?) ma la sua genesi, la sua diffusione e la sua pericolosità sono difficilmente verificabili.

Di cosa si tratterebbe? In sostanza, un ragazzino viene invitato tramite social (facebook, whatsapp) a partecipare. I partecipanti vengono definiti balene blu. Le prove sono di autolesionismo crescente: alzarsi alle 4,20 del mattino, rimanere svegli a lungo, incidersi le braccia con lamette, attraversare i binari della ferrovia, guardare film horror per giornate intere. La prova finale è quella di gettarsi dall'ultimo piano di un palazzo.

Bufala?

Una bufala? Si chiede l'HuffingtonPost. L'approfondimento di Bufale un tanto al chilo evidenzia lacune nelle prove a supporto della correlazione tra suicidi giovanili e il gioco. Ma la narrazione della Balena blu si è amplificata, partendo dalla Russia nel 2016 ha conquistato poi pagine di giornali, articoli sui siti e servizi dei tg. Da un lato l'allarmismo, dall'altro l'aura di maledettismo che circonda il presunto fenomeno che, da misconosciuto, è oggi impossibile da ignorare per le forze dell'ordine, anche ad Arezzo. I cellulari di giovani e giovanissimi sono intasati di inviti (inautentici, ma importa?) alla partecipazione, discussioni sulle celebri 50 regole e morbose curiosità.

Così ad Arezzo

La polizia postale ha preso a cuore la faccenda, visto le decine e decine di segnalazioni di ragazzi turbati per le confessioni dell'amico attratto dal gioco, di genitori terrorizzati, di insegnanti che temono gesti insani da parte dei propri allievi. Ogni caso è stato trattato e approfondito, ma nessun gesto autolesionistico, in provincia, è stato accostato al gioco. Prevenire è meglio che curare e l'eccesso di zelo non è il male maggiore. Nel corso del mese di maggio sono stati organizzati incontri nelle scuole di Arezzo, della Valdichiana e del Casentino, superiori, medie ed elementari. Sì, anche elementari. Un messaggio riguardante il Blue Whale e le sue 50 regole è stato trovato anche nello smartphone di una 11enne.

La sensibilizzazione

Emulazione, mitomania, gioco, suggestioni. Difficile riuscire ora scindere tra realtà e finzione e allora, spiegano dalla polizia postale, "meglio parlarne e dire senza mezzi termini che il gioco è davvero stupido e pericoloso e che le prove sono senza senso". Ma almeno nell'Aretino, i ragazzini sembrano averlo capito anche senza predica.

@MattiaCialini

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