Figlia uccisa, padre non in grado di parlare in udienza. Domani la pronuncia del giudice

E' stato l'avvocato Nicola Detti a valutare che il suo assistito non fosse in grado di presenziare e partecipare all'udienza di convalida attraverso un collegamento video

Uno dei momenti di intervento dei soccorsi alla casa di Levane dove è avvenuto l'omicidio della piccola di 3 anni e mezzo per mano del suo padre

Prima un colloquio privato con il suo avvocato, poi la decisione. Billal Miah, il 39enne che ha ucciso la figlia di 3 anni e mezzo e ferito l'altro figlio di 12, non è stato in grado di partecipare all'udienza per la convalida dell'arresto. E' stato il legale difensore Nicola Detti a comunicarlo, sempre in video collegamento al pm, che non ha fatto opposizione, e al giudice, che ha riconosciuto il legittimo impedimento. 

Miah si trova agli arresti da martedì scorso quando brandendo una lunga lama ha prima ferito alla testa il figlio di 12 anni, poi ha colpito fatalmente alla gola la figlia di 3 anni e mezzo e poi si è gettato nudo nel pozzo del cortile della sua abitazione a Levane. L'uomo, una volta estratto dai vigili del fuoco è stato trasportato in ospedale, ma le sue condizioni fisiche non sono apparse gravi. Così dopo poche ore sono arrivate le dimissioni e il trasferimento nel carcere fiorentino di Sollicciano, dove però pare abbia avuto nuovi problemi di salute, un crollo. Così il 39enne ieri è stato riportato in ospedale, al nosocomio delle Oblate a Firenze, in stato di arresto. 

Il giudice Fabio Lombardo, questa mattina, si è riservato di decidere sulla convalida dell'arresto.

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Billal è accusato di omicidio volontario aggravato dal grado di parentela e dalla minorata difesa per la morte della figlia, e di tentato omicidio per l'aggressione al figlio. Reati pesantissimi, per i quali la conferma della misura cautelare sembra scontata. Reati che prevedono come pena l'ergastolo. 

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