Il caso / Sansepolcro

Due bar no green pass, i gestori: "Non vogliamo controllare i clienti". Multati dai carabinieri

I titolari hanno presentato ai militari un foglio con lo scritto di un avvocato, ma la contravvenzione da 400 euro è arrivata la stesso. Gli esercizi si sono ad Anghiari e a Sansepolcro

Due locali anti green pass multati in Valtiberina. I gestori hanno candidamente affermato ai carabinieri della compagnia di Sansepolcro, arrivati per una verifica, che il certificato verde all'ingresso "non viene controllato". Non una dimenticanza, non una leggerezza, ma una scelta precisa da parte dei titolari degli esercizi. Simile a quella che ha portato all'ordinanza di chiusura della piscina comunale di Arezzo, con tanto di blitz della municipale nelle scorse ore.

Un precedente a dicembre

Non sarebbero oltretutto i primi casi in zona, già prima di Natale era stato sanzionato un bar per lo stesso motivo. Negli scorsi giorni ci sono stati gli altri due episodi, emersi a seguito dei capillari accertamenti fatti dalle forze dell'ordine sin dall'entrata in vigore del green pass la scorsa estate e che sono stati intensificati con l'esplosione dei contagi dello scorso dicembre, per via della variante Omicron. I militari biturgensi hanno così avviato quotidiane verifiche nei locali comunemente noti per essere punti di ritrovo. E al caso del locale inottemperante di dicembre se ne sono aggiuti due nei giorni passati: un bar di Anghiari e uno di Sansepolcro. Per entrambi i titolari è scattata la sanzione da 400 euro.

Clienti in regola, gestori no

"Il paradosso - spiega il capitano Carmine Feola, comandante della compagnia carabinieri di Sansepolcro - è che i clienti all'interno dei locali erano regolarmente provvisti di green pass, mentre i gestori ci hanno dichiarato che si rifiutavano di procedere al controllo del certificato degli avventori". Una palese violazione costata le prime multe ai locali: probabilmente non le ultime, se i titolari non dovessero adeguarsi, perseverando con i mancati controlli. Esattamente come avvenuto per la piscina di Arezzo, giunta a quota sei sanzioni.

Il foglio dell'avvocato preso dalla Rete

In entrambe le circostanze i gestori avrebbero presentato ai carabinieri un foglio identico, con la scrittura di un avvocato. "Verosimilmente una copia che sta circolando in Rete", spiega ancora il vertice della campagnia. Gli esercenti che non condividono il green pass la scaricano e poi la stampano, pensando di poter in questo modo essere al riparo dalle contravvenzioni. Speranza, però, vana: per evitare ulteriori multe e scacciare il rischio chiusura (dopo la terza infrazione) i locali dovranno mettersi in regola.

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