Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Bar della cocaina in Veneto rifornito da 36enne dell'Aretino. Incastrato dalle continue trasferte a Belluno

Partiva da Montevarchi, è stato sorpreso con la coca. Vasta operazione della polizia bellunese che ha arrestato il gestore del locale dopo averne sfondato la porta: all'interno l'uomo stava dando fuoco alla droga

Da Montevarchi a Belluno come corriere della cocaina. E' laccusa che pende nei confronti di un 36enne, residente nel Valdarno aretino ma di origine sudamericana, implicato in una operazione portata a termine dalla questura bellunese due giorni fa. Gli agenti hanno eseguito un’ordinanza cautelare di custodia in carcere a carico del gestore di un bar della zona, con cui il 36enne montevarchino aveva avuto frequenti contatti.

Il gestore è ritenuto responsabile, in concorso con altri 7 indagati, dei reati di spaccio di cocaina, violazione di domicilio, lesioni personali aggravate e calunnia.

L’indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile con il coordinamento della Procura locale ed è iniziata nell’estate del 2020: ha permesso di delineare come l’esercente, da diversi anni, "in maniera professionale ed organizzata, avesse creato nel locale da lui gestito un punto di riferimento per l’acquisto di cocaina al dettaglio per consumatori provenienti dalla provinca di Belluno", spiegano i poliziotti.

Secondo gli inquirenti il numero di clienti che riusciva a soddisfare il bar - in termini di droga - giornalmente, facevano presumere notevoli quantitativi smerciati. E da subito è stato individuato un soggetto di origine sudamericana, J.M.J., 36 anni, proveniente da Montevarchi. Sono stati riscostruiti gli spostamenti dell’uomo sul territorio nazionale, scoprendo che, nonostante non avesse alcun tipo di legami lavorativi o affettivi in provincia di Belluno, in diverse occasioni dall’inizio dell’estate 2020 si era recato fino ala frazione in cui si trova il bar, permanendovi per poco tempo e ripartendo subito verso la Toscana. "L’attento monitoraggio dell’uomo - dicono i poliziotti - ha permesso di riscontrare effettivamente che si trattava di un corriere di cocaina, dato che il 28 settembre è stato arrestato con al seguito 289 grammi di cocaina, nascosta all’interno di un seggiolino da auto per bambini, con ogni probabilità destinata al bar bellunese".

Ma il montevarchino non sarebbe stato il solo a consegnare stupefacente al bar. Accertato questo primo canale di rifornimento, gli sforzi degli uomini della “Sezione Antidroga” della Mobile si sono concentrati su un 43enne albanese residente a Belluno, altro soggetto che le investigazioni avevano delineato come approvvigionatore e custode dello stupefacente. E dopo un controllo di polizia su strada prima e di una perquisizione domiciliare poi, l'uomo è stato arrestato il 3 febbraio scorso trovato con 660 grammi di cocaina. La Squadra Mobile ha poi arrestato un terzo fornitore il 25 febbraio scorso con 108 grammi di cocaina.

Questi riscontri hanno permesso agli inquirenti di ricostruire il flusso di cocaina in entrata e in uscita dal locale "corrispondente per difetto a 200/300 mila euro annui".

Oltre a ciò è stato ricostruito anche un episodio di calunnia che il gestore avrebbe architettato contro un testimone, nel sospetto che potessero esserci indagini a suo carico: il 23 dicembre scorso infatti il barista aveva contattato il 113, affermando che tale soggetto aveva posizionato 5 dosi di cocaina da 1 grammo all’interno del suo bar per metterlo nei guai con la Polizia. La droga era poi stata effettivamente rinvenuta e sequestrata dalla Volante intervenuta, ma le indagini hanno saputo chiarire come il teste fosse estraneo a tale episodio, verosimilmente orchestrato appositamente dal gestore per inquinamento probatorio.

Così l'uomo è stato arrestato e sono scattate 7 perquisizioni in vari aree della provincia bellunese, presso le dimore di tutti gli stretti collaboratori e i maggiori acquirenti. Non solo, anche il 36enne è stato nuovamente perquisito dai poliziotti del Commissariato di Montevarchi. Ad un coindagato è stata sequestrata un importante somma di contante nascosta dentro un materasso, mentre un altro perquisito non indagato, è stato deferito in stato di libertà per la detenzione di 40g di hashish e un barattolo di funghi allucinogeni.

Ma il gestore, prima dell'arresto, si è chiuso a chiave dall’interno dentro l’ufficio del bar. I poliziotti sono stati pertanto costretti ad abbattere la porta per scovare l’uomo che è stato sorpreso mentre cercava di incendiare pezzi di stupefacente rivelatisi poi complessivamente 592 grammi di cocaina e 297 grammi di hashish.

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