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Sgominata la banda dei finti Carabinieri: otto arresti. Rubarono Audi e tentarono una rapina in superstrada

Traditi da tabulati telefonici e telecamere di videosorveglianza e braccati dai Carabinieri, i malviventi - 8 in tutto - sono stati arrestati oggi dai militari della Compagnia di Siena. Sono accusati di circa 15 furti avvenuti tra Toscana e Umbria

 

La banda dell'Audi bianca è stata sgominata. Traditi da tabulati telefonici e telecamere di videosorveglianza e braccati dai Carabinieri, i malviventi - 8 in tutto - sono stati arrestati oggi dai militari della Compagnia di Siena nell'ambito di una complessa operazione denominata "Ostentazione". Si tratta di una banda che aveva terrorizzato non solo l'Aretino ma anche il resto del centro Italia, con rapine, furti e spaccate di sportelli Atm. Nel territorio provinciale si erano finti carabinieri e avevano tentato di rapinare una coppia di medici che stava viaggiando sulla Siena Bettolle, affiancandola a bordo di un'auto rubata e facendola accostare. 

"Pettorina bianca e glock in mano", il messaggio vocale che raccontò l'aggressione

Le rapine, prima l'auto poi i due medici

La scorribanda dei malviventi nell'Aretino risale allo scorso dicembre, quando alcuni componenti della banda raggiunsero un concessionario di auto di Montevarchi e si finsero interessati a comprare una vettura: una Audi A3 bianca. Fecero un giro di prova, nei pressi del concessionario, poi all'improvviso gettarono fuori dall'abitacolo il venditore e si diedero alla fuga, rischiando di investire anche una dipendente (come si evince chiaramente dalle immagini della telecamera di sorveglianza diffuse dai Carabinieri di Siena).  

Pochi giorni dopo, a bordo di quell'Audi, due dei malviventi, indossando finte pettorine dei Carabinieri hanno tentato di rapinare un'auto lungo la Siena Bettolle, nei pressi di Foiano. A bordo c'erano due giovani medici pendolari. L'Audi gli lampeggiò, poi uno dei malviventi mostrò una paletta e indicò loro di accostare. Il medico che era al volante però si rese conto che qualcosa non andava: la modalità del controllo gli era sembrata troppo strana. Inoltre ricordava che poco tempo prima una banda che si comportava nello stesso modo aveva messo a segno rapine nel Perugino.  Così, non appena vide che uno dei due scesi dall'auto impugnava un'arma ("una Glock con il castello quadrato"), inserì la marcia indietro e scappò. I due medici furono anche inseguiti per un tratto di strada. 

Le indagini 

La banda in realtà era dedita anche ad altri tipi di reati: agli otto malviventi, di origine sinti, sono imputati  4 furti aggravati ai danni di sportelli Atm - con modalità spaccata - consumati nelle Province di Roma e Perugia; 10 furti messi a segno nelle province di Siena e Macerata, tra agosto e dicembre 2020. E non è detto che nel corso delle indagini non emergano altri collegamenti con episodi avvenuti nell'Aretino che hanno avuto per protagonisti finti carabinieri (o finti poliziotti) e un'Audi bianca. 

L'operazione, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Siena nelle Province di Roma, Perugia, Teramo, Ancona e Forlì-Cesena, è durata alcuni mesi e si è conclusa questa mattina quando è stata data esecuzione a un "decreto di fermo di indiziato di delitto" emesso dalla locale Procura "nei confronti di 8 soggetti, appartenenti a un gruppo criminale di etnia sinti, dedito a “rapine” e “furti aggravati” ai danni di bancomat e non solo, e alla “ricettazione” dei relativi proventi". 

Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Siena, Salvatore Vitello, e dal Sostituto Procuratore Siro De Flammineis, hanno preso il via in seguito ad alcuni furti in abitazione avvenuti la scorsa estate nella Provincia di Siena da parte della Stazione Carabinieri di Castelnuovo Berardenga. "Il successivo approfondimento investigativo, dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, ha permesso di delineare l’articolata composizione di un gruppo criminale con numerose basi logistiche nel centro Italia, ritenuto responsabile di numerosi reati di matrice predatoria".

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