Smantellata banda dedita ai furti in abitazione e di auto. In carcere la pedina più pericolosa

L'operazione della polizia di stato ha di fatto portato in carcere quello che era considerato l'uomo più pericoloso della banda

Foto di repertorio

Giovane, ma già con numerosi precedenti, arrestato la prima volta il 27 novembre scorso e nonostante la condanna all'obbligo di firma ha continuato a mettere in atto furti e ricettazioni. Così un albanese di 23 anni, D. B. le sue iniziali, è stato di nuovo arrestato dagli uomini della squadra mobile della questura di Arezzo. Il fatto è accaduto ieri pomeriggio quando sono di nuovo scattate le manette ai suoi polsi ed è stato accompagnato nel carcere di San Benedetto. Il giovane malvivente, irregolare sul territorio nazionale, è stato infatti colpito da un'ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dalla Corte d'Appello di Firenze.

Il soggetto, nonostante la giovane età, già gravato da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, nonché facente parte di una banda dedita ai furti di auto e in abitazione, era stato arrestato in flagranza di reato il 27 novembre 2019 dagli uomini dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, insieme ad un suo connazionale per il reato di furto in abitazione e di auto, mentre un terzo complice era riuscito a far perdere le sue tracce.

L’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti del soggetto è stata disposta dopo le reiterate violazioni all’obbligo di firma che inizialmente era stato applicato in seguito all’arresto del novembre 2019. Durante tale periodo infatti il soggetto è stato nuovamente rintracciato e denunciato dagli agenti delle volanti  e della polizia locale per ulteriori furti e ricettazione, nonché per violazione delle norme sull’immigrazione. 

In occasione del primo arresto in data 27 novembre, fu catturato dopo un lungo inseguimento a bordo di un’auto rubata dopo essere fuggito, con due complici, da un’abitazione in Antria in cui la banda si era introdotta abusivamente al fine di utilizzarla come nascondiglio e all’interno della quale fu ritrovata numerosa refurtiva.

Uno dei complici, C.E. di anni 34, è stato espulso dal territorio nazionale su provvedimento del Questore di Arezzo, così come suo fratello, altro soggetto che orbitava attorno alle attività illecite della banda, fornendo assistenza.  Con il provvedimento di custodia cautelare eseguito ieri, a finire dietro le sbarre è il componente della banda ritenuto maggiormente pericoloso.

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Proseguono le ricerche della Polizia di Stato finalizzate all’individuazione di un ulteriore soggetto appartenente al sodalizio, che aveva fatto perdere le sue tracce nei giorni successivi all’arresto dei primi due. 

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