Bancarotta con le lavanderie self service: arrestata una 50enne

L'imprenditrice si trova ai domiciliari: avrebbe cercato di togliere i sigilli ad asciugatrici e lavatrici sottoposte a procedura fallimentare

I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Arezzo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip, nei confronti di una donna di origini rumene con le accuse di "bancarotta fraudolenta e sottrazione ed occultamento di libri sociali e scritture contabili obbligatorie, omessa consegna delle scritture contabili al curatore fallimentare e violazione di sigilli continuata".

L'inchiesta a monte è coordinata dal pm Julia Maggiore, che ha fatto luce sul fallimento di una società aretina con unità operative in tutta la Toscana ed operante nel settore delle lavanderie self service.

L'indagata, una 50enne di origini rumene, avrebbe condotto attività di lavanderia in diverse città della regione senza però saldare vari debiti, fino ad accumulare un'esposizione di 300 mila euro circa.

E' stata così attivata la procedura fallimentare, ma la donna, secondo i militari dell'Arma, avrebbe cercato di eludere i controlli, rimuovendo i sigilli apposti dalle autorità ai beni mobili ed immobili, sottraendo dalla procedura fallimentare varie attrezzature dell’attività commerciale come lavatrici ed asciugatrici.

L’esame della copiosa documentazione acquisita nel corso delle investigazioni - spiegano i militari - ha consentito di accertare come a partire dal mese di giugno 2018 l’indagata avesse posto in essere i plurimi fatti di bancarotta fraudolenta, documentale e per sottrazione, attuando una vera e propria strategia predatoria del patrimonio societario fallito da reimpiegare in altra società ad hoc, ad essa riferibile.

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Oltre alla misura cautelare, i militari sono riusciti a recuperare numerosi macchinari che verranno restituiti agli aventi diritto per la parziale ristorazione delle pretese creditorie.

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