Banca Etruria, truffati in aula: storie e schermaglie. "Persi mezzo milione". La difesa: "Ma dopo comprò subordinate da altra banca"

Un'udienza intensa, con circa 10 testi che hanno preso la parola per raccontare come hanno visto svanire i propri risparmi. Prosegue il procedimento per il crac di Banca Etruria nel quale sono imputati per truffa e istigazione alla truffa 27 tra...

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Un'udienza intensa, con circa 10 testi che hanno preso la parola per raccontare come hanno visto svanire i propri risparmi. Prosegue il procedimento per il crac di Banca Etruria nel quale sono imputati per truffa e istigazione alla truffa 27 tra funzionari e direttori di filiale dell'istituto di credito.

L'intera mattinata è stata dedicata alla storia dell'ex dirigente delle Ferrovie dello Stato che aveva investito e perso circa mezzo milione di euro. Una storia ricostruita rispondendo a domande incalzanti e con un contro esame dal ritmo serrato.

LA STORIA

In seguito al decreto salva banche, l'ex dirigente aveva perso una cifra altissima. Tutto è iniziato, secondo la sua ricostruzione, nel giugno del 2013 quando acquistò titoli di stato che avevano come scadenza il 2023 e fruttavano il 4,5 per cento di interessi. Poi arrivò un'insistente proposta dalla filiale di Rigutino dove aveva il conto: consigliavano di disinvestire i titoli acquistati 4 mesi prima perché troppo rischiosi rispetto rispetto al suo dal profilo e gli consigliavano di acquistare le "più sicure subordinate", che avrebbero fruttato il 5 per cento.

La difesa, sostenuta dal legale Luca Fanfani, con un crescendo di domande ha cercato di dimostrare la tesi opposta. Dal disinvestimento di obbligazioni dal valore di 290mila euro avvenuto prima ancora dell'acquisto delle subordinate, al fatto che lo stesso risparmiatore ha ammesso di aver scritto sul Mifid un titolo di studio diverso da quello reale (cioè il diploma di scuola superiore invece della laurea), per mantenere un rischio basso. Inoltre è stato contestato all'ex dirigente di aver acquistato anche altri titoli subordinati di un altro istituto di credito nel settembre del 2014, nonostante avesse affermato che un mese prima era andato su tutte le furie scoprendo che quelle di Banca Etruria acquistate da oltre 12 mesi erano obbligazioni a rischio medio alto.

Durante la giornata altri testi hanno raccontato le vicende che li hanno riguardato. Nella lista ne erano stati presentati una decina.

La prossima udienza è prevista per il 2 luglio. Il 14 giugno invece è prevista una udienza per la remissione delle truffe: circa 15 azzerati hanno infatti deciso di fare un passo indietro.

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