Cronaca

Banca Etruria, torna il processo per falso in prospetto: Santoni e Gatti chiamati a testimoniare

Secondo l'accusa fu Luca Bronchi, su mandato dell'allora Cda, a compilare il prospetto ritenuto ingannevole per i risparmiatori. Un'ipotesi di reato che vedrebbe il concorso di Fornasari e Canestri

La pm Julia Maggiore

Entra nel vivo il processo per uno dei filoni principali dell'inchiesta sul default di Banca Etruria: quello che vede sul banco degli imputati gli ex vertici Luca Bronchi, Giuseppe Fornasari e David Canestri accusati di falso in prospetto.
Si tratta di un filone delicato, che ruota intorno alla comunicazione che Banca Etruria presentò alla Consob nel 2013 sul collocamento delle obbligazioni subordinate. Secondo l'accusa, sostenuta dalla pm Julia Maggiore, fu Luca Bronchi, su mandato dell'allora Cda, a compilare il prospetto ritenuto ingannevole per i risparmiatori. Un'ipotesi di reato che vedrebbe il concorso di Fornasari e Canestri. Su tale prospetto non sarebbero state chiare le condizioni di crisi in cui la banca versava e non sarebbe stato specificato il grado di rischio delle obbligazioni subordinate.

Dopo alcune udienze, il procedimento entra nel vivo con i testimoni dell'accusa. La Procura, infatti, chiamerà a deporre sia il liquidatore dell'istituto di credito Giuseppe Santoni (testimone chiave del processo per bancarotta) sia l'ispettore di Banca d'Italia Emanuele Gatti (che con un'ispezione nel 2013 fece venire a galla i milioni di crediti deteriorati). Tra i testimoni di peso in questa parte del processo ci sarà anche il colonnello della Guardia di Finanza Peppino Abruzzese, che fu alla guida degli investigatori che ricostruirono le intricate vicende che portarono la banca al collasso. 

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