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Crac Banca Etruria, ancora in aula per parlare del maxi yacht: oggi il testimone chiave

A rispondere alle domande del pool di pubblici ministeri che seguono il processo saranno prima i finanzieri che portarono avanti le indagini, poi Carlo Maggiore, all'epoca responsabile della direzione corporate Finance di Etruria

Si parlerà ancora dell'affaire Privilege Yard e del lussuosissimo yacht mai uscito  dal cantiere, relitto prima ancora di essere finito di costruire, nell'udienza sul crac di Banca Etruria che si svolgerà quest'oggi presso il tribunale di Arezzo. 

Il maxi processo, che vede sul banco degli imputati 25 nomi eccellenti dell'istituto di credito aretino che hanno avuto un ruolo all'interno degli ultimi cda, e per il quale si sono costituite parte civile circa 2mila persone, prosegue affrontando nella terza udienza consecutiva la vicenda che ha causato ingenti perdite a Banca Etruria. 

Dopo una udienza rinviata prima che entrasse nel vivo, (il legale di un imputato era dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso a Roma), e un'altra nella quale è stata ascoltata la curatrice fallimentare Daniela De Rosa, oggi a rispondere alle domande del pool di pubblici ministeri che seguono il processo saranno prima i finanzieri che portarono avanti le indagini poi Carlo Maggiore, all'epoca responsabile della direzione corporate Finance di Etruria. Quest'ultimo è considerato uno dei personaggi chiave per capire la parte della vicenda che ruota intorno all'investimento sul mirabolante yacht. 

L'udienza si preannuncia lunga e intensa: dopo le domande dei pm ci sarà il contro interrogatorio dei legali della difesa. In questa giornata potrebbe infatti chiudersi il capitolo della vicenda legata alla Privilege Yard e il procedimento potrebbe andare avanti nella ricostruzione dei fatti.

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