Crac Banca Etruria. Angelo e Mauro, i risparmiatori sempre in aula: "Sembrava impossibile, ma è arrivata la condanna"

Emozionati, quasi increduli di fronte alle condanne dei big di Banca Etruria

Angelo con l'avvocato Calvanese

Incredulità, ma anche soddisfazione per i risparmiatori ammessi come parti civili al processo con rito abbreviato per il crac Banca Etruria. Angelo Caramazza e Mauro Moretti sono stati quasi sempre in aula, anche ieri, ad ascoltare le condanne a 5 anni per l'ex presidente Giuseppe Fornasari e per l'ex direttore generale Luca Bronchi, a 2 anni per l'ex vice presidente Alfredo Berni e a 1 anni per Rossano Soldini, quest'ultimo per il reato di bancarotta semplice.

"Ho mandato un messaggio a mia moglie" racconta ancora alla Vela Mauro Moretti "mi ha chiesto se stavo scherzando, vedendo tutti questi grandi avvocati e la mole dei personaggi che avevamo di fronte non ce lo aspettavamo."

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Angelo Caramazza, un vecchio azionista di Banca Etruria, un battagliero che ha retto nonostante anche momenti difficili in aula "C'era molta preoccupazione, ma poi c'è stato l'en plein".

Con loro l'avvocato Lorenza Calvanese che ne rappresenta 7 di risparmiatori:

"Sono stati condannati, le accuse della Procura hanno retto e le parti civili hanno dato il loro contributo, ricevendo con la sentenza la loro soddisfazione, è un primo grado è vero, ma qui abbiamo fatto giurisprudenza. Adesso attendiamo di leggere il dispositivo completo e poi instraderemo per loro la valutazione del risarcimento per danno morale."

La difesa del risparmiatore come consumatore

Ad attendere la sentenza anche i rappresentanti aretini di Federconsumatori, Pietro Ferrari e Chiara Rubbiani che all'inizio del processo avevano depositato grandi faldoni con oltre 1500 nomi di risparmiatori che avevano chiesto di essere accolti come parti civili.

"Noi accogliamo con favore questa condanna - spiega Ferrari - anche se non ci appassiona il conto degli anni, ci aspettavamo qualcosa di diverso per Soldini che in fondo da dentro la banca aveva denunciato cosa non andava, ma la sua presenza in un cda in particolare gli ha portato questa condanna, era nel posto sbagliato in quel momento. Al di là di tutto quello che ci interessa è che per le parti civili ammesse è stato riconosciuto il diritto ad un risarcimento. Adesso dovremo lavorare per questo, quantificare il danno morale e avviare un procedimento di fronte al giudice civile, perché il diritto al risarcimento c'è, segno della giustezza delle cose che abbiamo portato in aula." 

Una vicenda che è destinata a durare ancora a lungo.

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