Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Anche il caso Banca Etruria nelle chat di Palamara: così l'ex membro del Csm parlava del procuratore Rossi

Tra quelli intercettati, non ci sono messaggi del pm della procura aretina in merito alla vicenda. Il report a Pierferdinando Casini che fece "andare su tutte le furie" Palamara

Il pm Roberto Rossi

Si parla anche della vicenda di Banca Etruria nelle chat al centro dell'inchiesta della Procura di Perugia su Luca Palamara, l'ex consigliere del Consiglio superiore della magistratura indagato per corruzione. E tra i messaggi emerge anche il nome del pubblico ministero di Arezzo, Roberto Rossi, titolare dell'inchiesta, più volte citato - non senza irritazione - da Palamara. E' quanto emerge da un'inchiesta del quotidiano di Maurizio Belpietro La Verità, che ha pubblicato le chat intercettate. Di fatto però sulla vicenda non ci sarebbero messaggi inviati o ricevuti dal magistrato della Procura aretina, che nemmeno nei mesi dell'audizione alla commissione banche non avrebbe mai contattato, né sarebbe stato contattato, dell'ex membro del Csm. 

La Verità ricorda come durante la consiliatura del Csm 2014-2018 si discusse la pratica per incompatibilità ambientale che riguardava il procuratore di Arezzo. "Il procedimento fu aperto quando si seppe che il magistrato era consulente del dipartimento Affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi" e solottolinea come tra gli indagati ci sia stato Pier Luigi Boschi, padre dell'allora ministra Maria Elena Boschi. 

Ma cosa contengono le chat? Ci sono alcuni messaggi in cui Palamara lamenta che l'audizione di Rossi avrebbe potuto danneggiare Renzi. Emerge inoltre - da un messaggio inviato dal pm Paolo Auriemma di Firenze a Palamara - che Rossi pensava di "rinunciare all’indagine, non perchè ha sbagliato qualcosa, ma per non inquinare...". Messaggio questo che avrebbe avuto come risposta da Palamara : "Rinunciare sarebbe una sconfitta, digli di aspettare".

Secondo la Verità, inoltre Palamara sarebbe "andato su tutte le furie" quando il pm ha inviato una lettera al presidente della commissione su Banca Etruria, Pier Ferdinando Casini. L'ex membro del Csm non avrebbe gradito il fatto di "aver fornito le informazioni richieste dai parlamentari e aver annuito, quando gli è stato chiesto se i membri del Cda potessero essere indagati".

Palamara non nasconde le sue perplessità, riporta La Verità: "Se non fosse per Roberto Rossi sarei molto ottimista". Il consigliere gli risponde: "Che c'entra Rossi con pg?". E la replica di Palamara sarebbe stata: "C'entra perché crea solo casini con quella audizione, indebolisce Renzi".

Il nome di Rossi emerge nuovamente nell'autunno del 2018, quando il csm si occupa della conferma dell'incarico. In questo caso si tratta di una chat fra Fuzio e Palamara. Fuzio scrive: "Rossi ha fatto cazzate su cazzate, non nel merito (cioè nelle indagini Ndr) ma nel modo di comportarsi». E il capo di Unicost gli replica: "Lo so ma bisogna salvarlo".

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