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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

"Questa bambina è scomparsa", la truffa dei finti appelli condivisi sui gruppi social aretini

Post con allarmanti notizie di bimbe scomparse sono stati pubblicati su gruppi Facebook dell'Aretino. Contengono link con pubblicità di prodotti realizzati con erbe officinali. Gli inquirenti: "Non cliccate sui link"

I volti di due bellissime bambine (foto forse rubate o forse create con l'intelligenza artificiale), un'auto della polizia e un appello straziante. Sono questi gli elementi che contraddistinguono alcune immagini utilizzate in una delle ultime truffe che circolano online. Una foto montata ad arte e condivisa su Facebook con un post che sembra voler veicolare la notizia della scomparsa delle minorenni, ma che in realtà è una bufala. Di quelle che spaventano e portano l'utente a cliccare per saperne di più. 

I post su Facebook

I drammatici post sono circolati in questi giorni  su alcuni popolari gruppi Facebook dell'aretino. In particolare in uno che si occupa di affitti e in un altro che si occupa di eventi. Gli amministratori si sono resi conto velocemente di quanto stava accadendo e li hanno rimossi velocemente dalle pagine. I post sembrano essere condivisi da profili reali: ma l'impressione è che siano stati manipolati da qualche hacker o creati con nome falso e foto rubata. Riportano foto di bimbe di 4 e 7 anni e titoli inquietanti: "Arezzo: Serena è scomparsa e la sua famiglia sconvolta", e ancora "Arezzo: Scomparsa senza lasciare traccia: Elena, una bambina di 4 anni".

Appello rapita fake-2

Ma cosa accade a chi clicca nell'immagine? La notizia, palesemente falsa, contiene un link che porta a una pagina contenente una serie di pubblicità di prodotti ed erbe officinali. Ci sono indicazioni scritte in un inglese sgrammaticato, che fa presumere la commistione con un'altra lingua. Secondo gli inquirenti tutti i contenuti sarebbero ospitati su server esteri, ma apparentemente non contengono maleware che rischino di infestare i pc o i dispositivi di chi li apre. Forse sono tentativi "truffaldini" di vendere i prodotti che appaiono sulle pagine. In entrambi i casi, per leggere le fantomatiche notizie e vedere video definiti "scioccanti", viene chiesto di accedere con il proprio profilo Facebook. Il consiglio delle forze dell'ordine è sempre quello di non cliccare sui link e non lasciare i dati personali per non finire in una truffa. E soprattutto di non lasciarsi impressionare: nessuna bambina attualmente risulta scomparsa ad Arezzo.

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