Ballerine tedesche? No, spogliarelliste russe. I guai del night chiuso, tra sospetti di droga e clienti 16enni

E' scattato il provvedimento di sospensione della licenza per 30 giorni. Le indagini dei carabinieri

Chiuso per trenta giorni, ma i filoni di indagine aperti a seguito dei fitti controlli degli ultimi tempi sono numerosi. La saracinesca del night club “La nuit” di Foiano della Chiana è stata abbassata dal questore dopo l’ultimo blitz, i carabinieri della compagnia di Cortona guidati da Monica Dallari hanno scoperto due uomini con un piccolo panetto di droga nei pressi della struttura.

Spaccio di cocaina

La coppia ha rivelato di aver comprato lo stupefacente all’interno del locale: così è scattato il provvedimento di sospensione della licenza di somministrazione di bevande. I militari dell’Arma, però, sospettano che non sia stata una casualità (altri avventori hanno riferito ai carabinieri di vaer comprato droga nel night). E nemmeno l’unico dei problemi.

Tre ragazze arrestate

A settembre c'è stato l’arresto di tre ragazze, di età compresa tra i 24 e i 27 anni, tutte provenienti dall’Est Europa. Erano ballerine russe e ucraine ma i documenti in loro possesso attestavano la nazionalità tedesca. In un’altra circostanza i carabinieri avevano elevato al responsabile del locale 11mila euro di contravvenzione per numerose irregolarità amministrative. E ancora: poco tempo fa è stato scoperto, tra gli avventori, un ragazzo di appena 16 anni, nonostante La Nuit sia un locale con ingresso vietato ai minori di 18.

Tra i clienti gli anziani del posto

E adesso gli approfondimenti continuano: chi frequenta la struttura è, in larga parte, pregiudicato per numerosi reati, di nazionalità albanese e rumena. Ma non mancano gli anziani del posto che si intrattengono con le ballerine. Tuttavia non risultano episodi di prostituzione. I carabinieri stanno inoltre cercando di risalire alla piramide gestionale: il responsabile, di origini campane e che i militari sospettano fosse un prestanome, si è licenziato. Adesso la struttura, formalmente, fa capo a una donna straniera.

Aggiornamento del 16 novembre 2018 ore 17,46

Riceviamo e pubblichiamo dall’Avv. Fabrizio Torrini, in nome e per conto del consiglio direttivo del Club La Nuit, sito in Foiano della Chiana (AR), relativamente agli articoli di stampa apparsi nei giorni 15 e 16 novembre 2018 (...) ritiene doverose alcune precisazioni in odine ai fatti accaduti e in tali articoli pubblicati:

Innanzitutto la questura di Arezzo ha disposto solo la sospensione, per un periodo di tempo limitato, dell’attività di somministrazione bevande e non la chiusura “tout curt” del locale.

Pertanto il termine usato “saracinesca chiusa” oltre a non corrispondere al vero, è, quanto meno, inappropriato e sicuramente abnorme rispetto all’effettivo provvedimento emanato dal questore.

Del resto, contrariamente a quanto si desume più o meno espressamente nell’articolo, le uniche motivazioni che legittimano l’adozione del provvedimento amministrativo in questione, in aderenza alla ratio stessa della norma applicata (art. 100 tulps), attengono eslcusivamente alla riscontrata presenza, durante alcuni controlli, quali avventori del club, di persone gravate da precedenti penali.

Il provvedimento irrogato, che prescinde chiaramente da qualsiasi responsabilità degli attuali gestori persone fisiche, i quali, non possono certo sapere se un soggetto è gravato da precedenti penali o di polizia, consente di soddisfare le esigenze cautelari di tutela dei cittadini ed, allo stesso tempo, permette all’esercente dell’attività destinatario del provvedimento, nel nostro caso il gestore del locale club La Nuit, di adoperarsi, per il futuro, per fare sì che determinate persone siano dissuase a recarsi presso il proprio locale; ed infatti, proprio in tale ottica, il questore ha espressamente fatto presente che detto provvedimento mira a tutelare la stessa attività d’impresa, contemperandola con le anzidette finalità di sicurezza pubblica.

E ripetiamo proprio per tali ragioni è stata disposta la mera sospensione, per 30 giorni, della sola attività di somministrazione bevande che, come è evidente, non coincide con la chiusura materiale del locale.

Chiarito il tipo di provvedimento disposto dalle autorità occore prendere posizione sugli altri fatti e circostanze contentute nel Vs. articolo di stampa.

Per quanto riguarda il presunto spaccio di cocaina, nel provvedimento della questura si accenna al fatto che le autorità avrebbero, tempo addietro, durante un controllo sul territorio, fermato un’ auto con due persone a bordo, le quali, trovate in possesso dello stupefacente, fra l’altro in modica quantità e utilizzato dagli stessi per uso personale, dichiararano di averlo acquistato nei pressi del locale.

In virtù di ciò riteniamo che divulgare, o comunque lasciare intendere al lettore, che il club la Nuit sarebbe un centro di spaccio di sostanze stupefacenti è fuorviante e notevolemente lesivo dell’immagine del club.

Per quanto riguara la vicenda delle tre ragazze evidenziata da Voi con lil titolo Ballerine tedesche? No, spogliarelliste russe si precisa che le stesse vennero presentate alla direzione de la Nuit attraverso i manager che gestiscono le ballerine che sono solite intrattenere i soci dei vari night club, e, in tale contesto, le ragazze forniro la copia dei loro documenti di idenetità per l’espletamento delle formilità di regolare assunzione; solo a seguito dei normali controlli di routine periodica effetuati dall’ispettorato del lavoro, la stessa direzione del club venne a sapere che le tre ragazze fornirono copie di documenti non corrispondenti alle loro esatte generalità, circosatanza che le ragazze personalmente hanno successivamente ammesso una volta convocate dall’Arma dei Carabinieri.

Se determinate persone forniscono documentio identificativi non veritieri non si capisce, francamente, che tipo di responsabilità possa avere il club la Nuit, per cui aver riporato tale circostanza nel vs. articolo, unitamente agli altri fatti e con le forme evidenziate, ha contribuito ad aggravare, agli occhi del lettore, il quadro dell’intera vicenda.

Ultima, ma non ultima in ordine di importanza, è la questione relativa alla presenza nel locale, in veste di “avventore” - cioè cliente - come da voi pubblicato, di un ragazzo di 16 anni nonostante il locale fosse (giustamente ndr) vietato ai minori di anni 18.

Il ragazzo in questione chiese urgentemente all’addeto all’ingresso del club di poter parlare con lo zio che, a suo dire, si sarebbe trovato all’interno del club; l’addetto de La Nuit, non sapendo chi fosse lo zio, fece entrare il giovane in modo che lui stesso potesse individuare il parente con cui chiedeva di avere un colloquio; in tale serata erano presenti nel locale alcuni agenti impegnati negli accertamenti che sono soliti svolgere abitualmente, i quali attestarono semplicemente, mendiante verbalizzaione, la presenza di tale ragazzo nel locale.

Per quanto attine gli accertamenti sulla struttura piramabile del Club ci permettiamo di fare presente che la Nuit è giuridicamente un’associazione culturare dilettantistica e, in quanto tale, in ottemperanza agli statuti e alle direttive degli organismi nazionaili a cui dette associazioni sono tenute ad affiliarsi, deve attuare una periodica rotazione dei propri soci persone fisiche quali componenti del proprio consiglio direttivo; per cui non vi è alcuna struttura piramidabile su cui indagare ed anche il licenziamento del responsabile a cui si fa riferimento nell’articolo, lungi da essere indice di chissà quale gestione ”occulta”, rientra nel rispetto degli obblighi normativi azidetti.

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È stato doveroso precisare quanto esposto non solo per tutelare l’immagine del club La Nuit ma anche per fornire ai lettori una versione sicuramente più oggettiva dei fatti.

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